DAY 5 – le semifinali

Può esserci TdS senza gita alla Olivi causa maltempo? No.

Anche qui però ci avete stupiti: un po’ perché il trasferimento è stato immediato, dopo pochi minuti dalla palla a due della prima partita, e un po’ perché le semifinali sono semifinali e non si perderebbero per nulla al mondo. Risultato: Olivi piena in tutti gli ordini e settori – staccionate comprese -, bar saccheggiato anche se le birre iniziavano a scaldarsi e conto con gli dei del maltempo pagato prima della splendida serata finale. Bene così.

LIDO 60 – 41 CASTEO

Possibile che la squadra storicamente più forte del torneo peschi anche dei jolly insperati? Possibile che le case vacanze siano tutte in quel lembo di terra e il Lido si trovi a roster anche giovani di indubbia qualità che altri sestieri nemmeno si sognano? Ebbene sì, possibile. Al di là di questo, comunque, i ragazzi di Serena – sotto la guida pro tempore di Claudione Costantini – hanno meritato la finale pur sudando qualche camicia in più del previsto. Merito dei Castellani, che escono dal torneo come squadra più progredita in corso d’opera e hanno insperabilmente tenuto botta anche quando il match si è trasferito nella palestra culla dei talenti lidensi.

Casteo chiude il torneo con voti decisamente alti, il Lido lascia invece uno spiraglio per gli avversari: lo strapotere visto all’esordio contro Dorsoduro è parso ridimensionato nelle altre due uscite, e i cannaregiotti hanno legittime speranze di impensierirli.

CANNAREGIO 63 – 56 DORSODURO

“Not in my house!”

Ma come “my house”? Cannaregio non è cresciuta alla palestra Olivi, mica si è giocato all’Umberto I°. No, ma forse qualcuno aveva dimenticato che la riforma del regolamento di qualche anno fa aveva aggiunto al criterio della residenza quello della dimora. A ricordarlo ci ha pensato allora Marco Rosada, nato e cresciuto in Virtus Lido e trasferitosi in età adulta a Cannaregio, che ha reindossato gli stivali delle sette leghe per dare lo strappo decisivo nel secondo tempo.

La partita ha davvero rispettato le aspettative, senza badare ai 40 gradi della palestra. Strappo iniziale dorsodurino con il primo canestro dei verdi che arriva dopo 4 minuti; poi gara appaiata per tutto il tempo, fino a quando l’esperienza di Battistin e, come detto, l’aria di casa respirata da Rosada Sr., hanno dato la zampata decisiva.

A Dorsoduro resta un po’ il rammarico di non aver potuto disporre di un Vianello in piena forma, ma la prestazione dei ragazzi di Andreutto-Ussardi è stata comunque ottima, a conferma di un attaccamento alla maglia che i canarini dimostrano più di chiunque altro.

The Leprechaun

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