Day 4 – Gli spareggi

Alla fine la pallacanestro è così: un errore in più o in meno, una distrazione da una parte e un tiro segnato dall’altra e girano le sorti non solo di una partita, ma di un intero torneo. L’impressione emersa dagli spareggi di ieri è stata proprio quella della prevalenza delle due squadre che, grazie ad un mix di esperienza e talento in più, hanno saputo dare la zampata decisiva aggiudicandosi il meritato approdo in semifinale.

E però, questo va detto, l’edizione 2022 del TdS ha regalato partite tutte da gustare, senza squadre materasso e con tantissimi giovani lanciati sul palcoscenico del Pattinodromo proprio dalle due formazioni che prime si troveranno a fare il tifo dalla tribuna, alle quali va un grande applauso per essersi battute fino all’ultimo, senza alcuna retorica.

DORSODURO 64 – 59 SAN MARCO/MURANO

“Great players make big time plays”.

Una banalità, se vogliamo, qualcosa che potrebbe dire anche un neofita di questo sport, ma alla fine – si sa – le osservazioni più semplici sono le più giuste. Quando ieri sera Panaccione si è alzato da 3 punti infilando la retìna ad una manciata di secondi dal termine abbiamo pensato tutti la stessa cosa: “va beh, quello ce l’hanno loro e gli altri no”, e così è.

Sia chiaro: Dorsoduro tutta ha meritato la semifinale, compreso lo stoico Vianello che stringendo i denti si è dato alla lotta sotto le plance insieme ai compagni. Al contempo San Marco/Murano, per le seconda volta in pochi giorni, sembrava aver acciuffato la partita salvo poi perdersi in qualche errore banale che, contro una squadra esperta come DD, davvero non puoi permetterti.

Giustizia vorrebbe che la squadra di Torcellan avesse vinto almeno una delle tre partite, visti gli scarti esigui registrati. Però c’è un però: se alla fine non sei mai riuscito a spuntarla, è giusto che – OrsoDuro o meno – il giovedì sia il giorno di uscita.

Occhi apertissimi per i canarini contro Cannaregio: non serve nemmeno dire, a chi conosce il Torneo, quale rivalità si celi dietro a questa sfida. E quale estremo equilibrio ci si aspetta in campo.

CASTEO 66 – 64 SANTA CROCE/SAN POLO

Equilibrio, distribuzione e continuità.

Dovendo riassumere i perché del successo dei castellani sui crociati si potrebbe dire questo: punti ben distribuiti e pochi momenti di calo nel corso del match. Poi però, a ben vedere, se l’appoggio finale dell’ottimo Lenti Ceo fosse stato un pelo più corto staremmo magari parlando di un’altra partita con un altro esito.

Ma i saggi insegnano che, se insegui sempre e non superi mai, è molto difficile avere la meglio. Ieri, dal primo all’ultimo minuto, i grigi di Sartor sono stati costretti ad inseguire una Casteo ordinata e sicuramente in fiducia dopo la partita contro il Lido, che ha restituito alla truppa il consueto spirito garibaldino. La gioventù di SX/SP ha sì garantito intensità e il ritmo alto, ma al contempo ha peccato nell’incapacità di gestire alcune situazioni a difesa schierata, aspetto da cui ripartire per migliorarsi l’anno prossimo, con un organico che lascia presagire qualcosa di interessante per il futuro.

Il finale regala un po’ di animi tesi – non aiutati da una gestione di gara singolare – ma, ancora una volta, la possibilità per i grigi di impattare. La palla si ferma sul ferro e Casteo può esultare per la prima vittoria, la più pesante di tutte.

Ora è arrembaggio al Lido.

The Leprechaun

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