SEMIFINALI

DORSODURO – S. CROCE/S. POLO 46 – 42

DORSODURO: Panaccione 18, Zanetti, Valentini, Guerzoni, Burigana 3, Conz, Crivellari 9, Vianello 1, Carrettin, Indri, Vavassori 4, Zavagno 11.

All: M. Guerrasio/C. Andreutto

S. CROCE/S. POLO: Dal Borgo, Costa 8, De Rossi 10, Burigana 4, Pistolato 3, Casagrande 4, Milan 1, Muner, Freguja, Sartor, Lenti Ceo 12.

All: S. Grassetti, V. All: G. Costa

Arbitri: Secchieri, Maniero

LIDO – CASTELLO 59 – 47

LIDO: Masutti, Rosada S. 2, Cosma 8, Rosada M. 8, Capitanio, Cardani, Murazzi, Ragazzi A. 4, Marcon 13, Costantini 2, Saoner 9, Ragazzi G. 13.

All: M. Seno, V. All: M. Giulietti

CASTELLO: Perricone 4, Caruso, Donadon 2, Contin 6, Franceschet 11, Camin, Pacchiani 7, Venturini, Lo Duca, Vianello G. 10, Vianello N. 7, Silvestri.

All: A. Farisato, V. All: A. Bettera

Arbitri: Peguri, Vianello

Per una volta saremo brevissimi e seri. Fin dall’inizio. L’unica cosa che vogliamo dire è che il rispetto verso le due squadre uscite sconfitte dalle semifinali è dovuto e altissimo. S. Croce/S. Polo e Castello hanno regalato ai nostri spettatori una delle serate cestisticamente più spettacolari della storia dei Sestieri. Ammettiamolo: 2 favorite c’erano e 2 favorite sono arrivate all’ultimo atto. Ma è il come a rendere speciale la loro impresa e a regalare una standing ovation alle avversarie.

Coach Grassetti prepara il match perfetto, imbrigliando fin dalla prima azione una Dorsoduro apparsa fin lì macchina da corsa inarrestabile. Grazie alle ottime percentuali al tiro poi, i grigi riescono non solo a resistere, ma a scappare e costruire un cospicuo vantaggio. L’intervallo serve ai canarini per ritrovare l’energia fisica e soprattutto mentale. La difesa dei ragazzi di coach Guerrasio torna la solita linea Maginot e un Panaccione travolgente permette una rimonta che nulla toglie a Muner e compagni.

Nel secondo match invece la sorpresa non c’è stata. E non parliamo del fatto che il Lido abbia vinto da favorita annunciata. No. Intendiamo che la partita giocata dagli Arsenalotti è quella a cui ci hanno abituato nel corso degli anni. Una partita di classe e carattere, dove chiunque, anche i protagonisti più impensabili, riescono a portare il loro contributo alla causa. Che alla fine siano i ragazzi di Sao a conquistare, grazie al loro immenso talento, una meritatissima finale, non sminuisce l’ennesima lezione di umiltà e coesione che ci hanno impartito i ragazzi di LeleJ.

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