Così nel Week-End

DORSODURO – LIDO 57 -58

DORSODURO: Panaccione 12, Zanetti, Valentini, Guerzoni, Burgana 10, Conz 4, Crivellari 16, Vianello 12, Carrettin 1, Indri, Vavassori 2, Zavagno.

All: M. Guerrasio/C. Andreutto

LIDO: Masutti, Rosada S. 7, Cosma 7, Rosada M. 6, Capitanio, Cardani, Murazzi 2, Ragazzi A. 6, Marcon 11, Costantini 6, Saoner 9, Ragazzi G. 4.

All: M. Seno, V. All: M. Giulietti

Arbitri: Dori, Colizzi

 

S. CROCE/S. POLO – S. MARCO/MURANO 53 -52

S. CROCE/S. POLO: Dal Borgo, Costa 5, De Rossi 8, Burigana M., Casagrande 9, Milan 3, Muner 3, Stefani 3, Freguia, Sartor 9, Lenti Ceo 11.

All: S. Grassetti, V. All: G. Costa

S. MARCO/MURANO: Rossetto, Fasano 4, Capitanio 1, Pinzan 5, Tosi 6, Boscol A 3, Boscolo F. 4, Fontanella, Pasin 2, Passarella, Sereni 27.

All: U. Regalini, V:. All: M.Ballarin.

Arbitri: Secchieri e Peguri

 

Non so se valga veramente la pena mettere un po’ d’ordine in tutto quello che è successo nei primi 2 giorni del Torneo. Spesso il caos è considerato nocivo e avversato come la peste, ma siamo poi sicuri che non sia l’unico strumento che permetta di raccontare al meglio fatti e emozioni? A me di mettere tutto in ordine proprio non va, quindi racconterò quello che credo sia giusto raccontare.

Ad esempio io inizierei dal clima. Faceva un freddo cane. Inaspettato quasi. Erano in molti a fare ricorso a improbabili copri spalla improvvisati o felpe raccattate da qualche fondo di armadio. Eppure quelle rimesse laterali hanno scaldato i cuori di molti. Tre per la precisione. Tutte avvenute con quel tabellone cristallizzato sul 53 – 52 a 8” dalla fine. Un tempo allungato all’inverosimile, come se si volesse paralizzarlo. Tre rimesse che provano, ancora una volta, come se ce ne fosse ancora bisogno, che non sono solo le grandi giocate a far tremare i polsi e battere i cuori. Gli errori creano un’empatia persino maggiore, una condivisione, una compassione che ci gratifica enormemente. E chi meglio di Zaza e Pellè può spiegarci tutto questo? A me sarà capitato non so quante volte nei campetti dell’oratorio o nei bagnasciuga serali del Lido. “Te lo tiro di la!”. Alzi la mano chi può dire di non aver mai minacciato il portiere avversario in questo modo per poi scoprire, una volta impattato il pallone con il malleolo invece che col piatto, che fra l’idea che ci si è fatti e la realtà passa un mare di piccole imperfezioni quasi mai calcolate…

Trasformare il Barsao in una curva azzurra non è bastato, ma quei 16 rigori entrano di diritto nella memoria storica del Torneo dei Sestieri. Scavetto mancato e rincorsa saltellante incluse. Che poi a pensarci bene Zaza, con quel balletto improvvisato prima del fatidico calcio alle stelle sarebbe stato più a suo agio il giorno dopo, durante il memorabile concerto dei Dressed to Drink. Nel lungo viaggio rock’n’roll compiuto dai 4 giovani musicisti, molti sestierini si sono infatti esibiti in coreografie che, contestualizzate in altro modo, sembravano ricordare molto l’esitazione della punta lucana dagli 11 metri. Uno show spettacolare, che speriamo si possa ripetere al più presto. Come si è ripetuta in apertura di Torneo la Finale 2015. Qui sembra veramente complesso descrivere cosa è successo. Di variabili, ammettiamolo, ce n’erano parecchie: l’Italia di Conte incombeva e la temperatura causa necessario anticipo della palla a 2 alle ore 19 era a dir poco sgradevole. Fatto sta che si è dovuto giocare. Ed è stato uno stranissimo giocare. Come se tutto fosse ovattato. Come se tutto fosse più importante di quel che in realtà era. Ne è uscita una brutta partita, che ha lasciato sfogare la sua selvaggia intensità solo negli ultimi 10 minuti, ciondolando per i primi 30. alla fine ha vinto il Lido. Anche se è giunta voce che poi, in tardissima serata, davanti alla calda consolle di Paina al Tiki Lounge, almeno uno dei canarini sia riuscito a ribaltare il risultato effettivo del campo, contrastando con la solita energia la corazzata di Saoner. I più confortati son sembrati i tifosi delle altre 4 squadre. Chi dava per scontata una ripetizione della finale 2015 anche per quest’anno ha tirato un sospiro di sollievo: forti sì, sia Lido che Dorsoduro. Imbattibili beh, quello non è sembrato.

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