LE SEMIFINALI

Lido

LIDO – S. MARCO/MURANO 73 – 62

LIDO: Seno 3, Rosada S. 10, Cosma 3, Stefani 4, Capitanio, Rosada M. 4, Murazzi 7, Ragazzi A. 5, Marcon 10, Costantini 2, Saoner 9, Ragazzi G. 16.

All: M. Seno/M. Giulietti

S. MARCO/MURANO: Rossetto 1, Nardo 18, Ballarin 2, Fontanella 4, Boscolo F. 6, Bettoni, Boscolo A. 6, Vianello, Fasano 6, Fabrizi, Sereni 18, Passarella 1.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

Arbitri: D. Maniero, M. Vianello

Non trovate che sia sbagliato? Cioè, quando si racconta una storia così il finale dovrebbe essere diverso. Perlomeno solitamente lo è. Chiudete per un attimo gli occhi e pensate a una favola… Una qualsiasi. Una di quelle che vi facevano addormentare serenamente durante la vostra infanzia, risparmiandovi incubi terrificanti e notti insonni. Vi aiuto e lo faccio anch’io. Una vale l’altra… Facciamo Biancaneve. La conosce tutti, non serve sicuramente che la riassuma io. Andiamo direttamente al finale. Biancaneve non resiste alla tentazione, accetta quella maledetta mela e la addenta voracemente. La storia ci insegna del lungo sonno interrotto solo dal bacio del principe Azzurro che corona una storia d’amore e un finale che da secoli ormai commuovono generazioni di infanti. Va così perché è giusto che vada così. Poche storie. Ecco. Ora fate l’ultimo sforzo di immaginazione. Cosa succederebbe se il finale della favola fosse completamente diverso? Se per esempio il giovane Principe fosse bloccato in un ingorgo e non riuscisse a arrivare in tempo? Biancaneve è lì, cianotica, distesa su una bara attorniata dai nani. E il suo salvatore non arriva. Tutti lo aspettano, ma lui non c’è. Fallisce. E Biancaneve muore. Soffocata da una reazione allergica incontrollata. Si potrebbe vivere così? Saremo potuti crescere forti e sereni come siamo oggi, se ci avessero raccontato la storia con questo finale? Crediamo di no. Le conseguenze sarebbero state drammatiche. Il Mondo sarebbe ben peggiore e la gente molto più cattiva. Questo però è il TdS, non una favola ottocentesca o un cartone disneyano. Qui il Principe Azzurro non è mai arrivato. E Biancaneve è morta.

DD

DORSODURO – CASTELLO 63 – 59

DORSODURO: Panaccione 27, Zanetti 4, Valentini, Carrettin, Crivellari, Conz 13, Zamattio 2, Vianello 11, Maggiolo, Indri, Zavagno 6.

All: C. Andreutto, V. All: A. Zorzi

CASTELLO: Perricone 20, Rosa 8, Contin 3, Pagan, Pacchiani 7, Marelle E., Camin 2, Marella F. 3, Venturini, Vianello N. 8, Vianello G. 8.

Arbitri: A. Perocco, M. Peguri.

Un paio di settimane fa sono stato a Gardaland. Era passato un secolo dall’ultima volta che ci ero stato. Appena entrato ho capito che il Parco, negli anni, si era rivoluzionato. Ai miei tempi l’attrazione più brividosa erano le vecchissime montagne russe che oggi sono snobbate e lasciate ai bambini temerari. Oggi no. Oggi è diverso. C’è di tutto. E tutto estremizzato. Ho passato l’intera mattinata a osservare le rotaie verticali della novità 2015, a ascoltare le urla dei partecipanti, a osservarne gli sguardi sconvolti. Non sapevo che fare. Nel cuore avevo un misto di eccitazione e ansia che non riuscivo a districare. Certo, se non avessi affrontato le mie paure e avessi rifiutato la corsa, come avrei potuto guardarmi allo specchio il mattino dopo? E soprattutto come avrei giustificato una giornata passata al cinema dinamico o sulle Tazze di Alice nel Paese delle Meraviglie? Così mi son messo in coda. E lì ho scoperto la differenza che passa fra chi si trova lì per il suo primo giro e chi invece è ormai un consumato esperto. Li ho visti gli occhi della paura e quelli della sicurezza e del controllo. Sono diversi. Credetemi. Non ho ricordi precisi di quei minuti.

Improvvisamente mi si è avvicinato un ragazzino. Avrà avuto 16 anni. “Hai paura?” mi ha chiesto. “Un po’…” ho risposto vergognandomene. “Non devi, credimi… È una figata! Se vuoi ci sediamo vicini così ti fai un po’ di coraggio!”. Ho tirato un lungo sospiro e ho lasciato che le cose succedessero. Bello. Stupendo. Appena sceso ero eccitato come un bambino in gelateria. Non ho esitato un attimo. Sapevo dove sarei andato. Diretto in coda per un altro giro. E lì, in mezzo alla stessa massa confusa di prima, questa volta i miei occhi erano quelli esperti di chi il brivido l’ha già provato e sa come si fa.

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