LE PARTITE DI IERI

Murano

S. MARCO/MURANO – S. CROCE/S. POLO 46 – 48

S. MARCO/MURANO: Rossetto 2, Nardo 9, Ballarin 1, Fontanella 4, Boscolo F. 4, Bettoni 11, Boscolo A. 4, Vianello, Fasano, Fabrizi, Sereni 11, Passarella.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

S. CROCE/S. POLO: De Laurentis, Costa 2, Barbato 2, Lenti Ceo 6, Pistolato, Freguja, Casagrande 9, Muner 8, De Rossi 13, Venturi 4, Sartor 4.

All: E. Scarpa, V. All: G. Costa

Arbitri: Colizzi, Vianello.

Oggi vorrei, una volta tanto, raccontare di fatti realmente accaduti al Torneo e non annoiare tutti con filosofeggiamenti e sofismi inutili. Il match fra San Marco/Murano e S. Croce/S. Polo era appena terminato e, come da consuetudine, pubblico e squadre si incrociavano al chiosco per qualche bibita refrigerante e puntuali commenti. Ero lì, davanti all’eterno dilemma che mi perseguita da anni, la straziante scelta fra la Pedavena e la Moretti, quando, lo sguardo mi è caduto su un uomo seduto su un gradino, testa fra le mani, solo. La curiosità, si sa, è donna. E chi vi scrive,almeno per il 70% lo è quasi sicuramente. Avuta la mia birra e l’ulteriore per non presentarmi a mani vuote ho deciso perciò di raggiungere il soggetto in questione per cercare, se non di consolarlo, almeno di capire. “No varda Peter… No zè anda… Va via, assime soeo!”. Diciamo che di accoglienze migliori in vita mia me ne sono capitate almeno un paio. Ma un amico (e un buon cronista) capisce al volo quando un NO è in realtà un SÌ mascherato, perciò non ho mollato. Quel poco di coscienza che ancora mi rimane mi impedisce di riportare l’intera conversazione che io e l’amico abbiamo intrattenuto in quei pochi minuti. Son cose intime che devono restare all’interno di cuore e anime delle persone. Diciamo che subito mi son venuti in mente gli struggenti momenti passati dalla Maud Muller di John Whittier, ogni giorno distrutta dal rimpianto di un amore che sarebbe potuto essere straordinario e che, per gli errori commessi e le scelte prese, non è si è mai realmente coronato. Fino a quanto potranno durare i tormenti del mio caro amico per una vittoria che sarebbe potuta essere e una sconfitta che rischia di risultare decisiva?

Castello

CASTELLO – DORSODURO 45 – 67

CASTELLO: Marascalchi 2, Perricone 8, Rosa 5, Contin 2, Pacchiani 2, Marella E., Camin 2, Marella F: 2, Venturini, Vianello N. 13, Vianello G. 9.

All: A. Bettera, V. All.: A. Farisato

DORSODURO: Panaccione 16, Zanetti 4, Valentini 4, Carrettin 2, Conz 14, Zamattio, Vianello 14, Maggiolo 2, Indri, Vavasori, Zavagno 11.

All: C. Andreutto, V. All: A. Zorzi

Arbitri: Peguri, Causin.

Sai perché ti dicono sempre che le cose devi impararle a fare da piccolo? Che se vuoi cominciare a sciare, inforcare una bicicletta, farti una nuotata al mare devi iniziare a 4/5 anni? Che se perdi quel momento, quei pochi mesi, poi tutto diventerà tremendamente difficile e faticoso? Semplice: perché a quell’età non conosci la paura! Hai una memoria cortissima, bianca, vergine. Non sai ancora quanto sia bella la vita, e quanto sia assurdo rischiare per così poco. Hai provato ancora troppo poco dolore per averne timore, per tenerti alla larga da ciò che potrebbe ferirti. Chi se ne frega se mi butto giù per la Gran Risa a spazzaneve? Che problema c’è se tolgo le rotelle da quella bici più grande di me? Cosa mai ci vorrà a arrivare fin lì con due bracciate? Chiudi gli occhi e vai, che se non funziona ci riproverai un’altra volta. Mica come come quando sei grande che stai lì a ragionarci. Ma guardala com’è ripida? E se poi cado? E se mi spezzo la schiena?

Per il Torneo dei Sestieri vale la stessa identica cosa. Ti può mai preoccupare il fardello di 10 edizioni in cui il tuo Sestiere ha sempre perso? Ti può mai fermare il fatto di incrociare chi invece a vincere si sta abituando da un bel pò? Ti puoi spaventare di assenze, infortuni e miss match che molti considerano fatali? No. Ti butti. Perché la tua memoria non ha nessuna di queste tracce. A te interessa solo e unicamente giocare. Con quella maglia. Per divertirti e, possibilmente, provare a vincere. Il problema semmai potrebbe venire dopo, qualora qualcuno che qualcosa di più di te ha visto, avesse voglia di raccontarti, di spiegarti di avvisarti. E allora starà a te decidere se crescere e iniziare a avere paura, o restare impavido col cuore leggero.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...