Riflessioni sul Basket Estivo!

Apprendo ora da Repubblica.it che quest’oggi il presidente della F.I.P. Gianni Petrucci ha presentato la nazionale più forte di sempre targata, nientepopòdimenoche Barilla, non nascondendo l’obiettivo di vincere l’Europeo Senior 2015. Cosa che ci auguriamo tutti. Non molto bene è invece andata alla nazionale U20 nell’Europeo che si è concluso ieri in quel di Lignano Sabbiadoro dopo due settimane di basket e mare.

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Pala Ge.Tur di Lignano. Belgio-Lettonia, spettatori 300 secondo i dati sito FIBA

La scorsa settimana, archiviato il TdS 2015 con lo stivaggio del campo per un letargo anticipato, ho deciso di cogliere l’invito di un amico di andare a vedere qualche partita del basket che conta in terra friulana. L’Official programme dell’evento FIBA, segnalava alcune rising star da tenere d’occhio, per le quali ci sarà senz’altro un futuro in Euroleague e forse anche in NBA. Mio compagno di viaggio è stato una leggenda del basket minore veneziano, quel Luigino De Faveri, che la settimana precedente non si è risparmiato alcune capatine al Pattinodromo del Lido per seguire il TdS da Oriago di Mira . Un gesto sincero, da vero appassionato, che non può che gratificare il lavoro del comitato. Gigi Mitraglia non annovera 10 promozioni ma può vantare, tra i suoi moltissimi allievi, due Campioni d’Italia senior, un primato che forse manca al coach de tuti i venexiani, intervistato proprio quest’oggi da il Gazzettino di Venezia. Si parte dalle 10 promozioni, per arrivare ai ricordi di Emilio di quanto era viva e partecipata la pallacanestro negli anni del boom nel centro storico veneziano. Reyer, Dienai, Laetitia, San Giobbe…. E ancora Misericordia, Cheba, Palavento…  Epoche magiche, ineguagliabili e inimitabili, tuttavia se pensiamo alle 1500 presenze di sabato 11 luglio per vedere le sfide tra i ragazzi dei sestieri, forse un pò di quella magia è rimasta nell’insalubre aere lagunare. Francamente, considerate le scorse edizioni, i 1500 della finalissima potevamo anche aspettarceli, ma quel che non ci saremmo mai aspettati sono i 500 di due giornate feriali come lunedì e martedì, per delle sfide di girone senza alcuna rising stars in campo. A Lignano invece, sarà che era un mercoledì di seconda fase,  per un Francia – Serbia c’erano 100 persone. Io, Mitraglia e più di un paio di rising stars compresi. Alla sera, per il prime-time delle 21,00 con la nazionale italiana di Akele e Fontecchio, le tribune erano molto più che mezze vuote. Numerosa e compatta, al solito e manco a dirlo, era la delegazione federale con un numero di effettivi che per pochissimo non superva quello dei giocatori.

Alla fine, per i molti che non avessero seguito l’evento, ha vinto la Serbia, la cui  delegazione era formata dal solo staff tecnico: coach, 2 assistenti, il preparatore e il trainer alla Gianni Cavagnis. A proposito di basket boom!

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La delegazione F.I.P. con i giocatori della nazionale italiana U20.

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Lo Staff dei campioni d’Europa 2015

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Xe Finia 2015 !

Per i molti che non avessero letto l’ultimo numero del Dai&Vai, impreziosito dallo splendido racconto sul Drago di Mostar di Riccardo Zanon, tratto dal suo blog il Poltronauta,  riportiamo il tradizionale articolo di chiusura del TorneodeiSestieri.

Quest’anno la fazine è passata un pò in secondo piano tanta era la fame di vedere del basket giocato, pertanto tutti coloro che volessero recuperare gli arretrati, nella seziona DAL CAMPO del sito, troveranno tutti i numeri di Dai&Vai con le succose pillole della redazione.

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Xè Finia !?!

Termina oggi, quella che gli organizzatori alla serata di presentazione in campo de la Bragora a Venezia, avevano spacciato come una undicesima edizione lighter rispetto alle passate, ma che invece possiamo ben considerare tanto intensa come la scorsa del decennale. Alla Bragora si era auspicato un ricambio generazionale. Siamo stati accontentati per quanto riguarda il campo da gioco, con molti under 20 protagonisti delle combattutissime sfide notturne, ora lo aspettiamo nell’organizzazione. Sabato e domenica scorsa abbiamo sperimentato con esito positivo l’abbinamento Basket e Musica con i live dei Bluefield e dei Soulpower, conditi dalla graditissima visita a sorpresa del duo comico muranese Carlo&Giorgio. Ancora una volta il pubblico è accorso numeroso a riempire le tribune del Pattinodromo comunale del Lido di Venezia, senza dubbio, il più bel playground d’Italia. Stasera, oltre alla finalissima, alla premiazione e al tradizionale party conclusivo, ci sarà in anteprima mondiale la proiezione del cortometraggio confezionato dal filmaker Luca Bragagnolo per celebrare i nostri primi 10 anni di vita.

Alla luce di tutto ciò mi va di stupirvi pertanto scrivo : “che ben sto anno, non vedo l’ora che sia giugno 2016 per la presentazione del dodicesimo in… Piazzale Candiani !. Ecco fatto. Tanto in pochi l’avrete letto visto che mai come quest’anno, i resi della “amata/odiata fanzine Dai&Vai” sono stati direttamente proporzionali alla presenza del pubblico sugli spalti. Tantissimo pubblico (butto un timidissimo 5000 presenze in 8 giorni) ma tantissime copie di Dai&Vai rimaste unread sul tavolino che vi accoglie, ogni sera, all’ingresso della tribuna. A 11 anni, il TdS ha dato prova di aver superato cronici problemi del passato. L’allestimento e il dissallestimento campo (sulla fiducia!) procedono come un orologio svizzero; l’incubo del reperimento arbitri è un lontano ricordo grazie alla pronta disponibilità degli amici fischietti, siano amatoriali che federali, veneziani o di terraferma; la pulizia delle tribune con Luca, Giacomo e Marco è una certezza. E che dire dei canestri che non funzionano mai quando è il loro momento e senza i quali non ci sarebbe alcun torneo. No problem! C’è Michele Hartz, che nonostante il suo notissimo backache, corre sempre a sistemarli per il sollievo di tutti, organizzatori, giocatori e pubblico. L’unico problema, irrisolvibile, è quello del rispetto degli orari, ma ormai a chi può importare se vediamo che un lunedì feriale alle 23,15, per una sfida di girone, la tribuna si mostra colma nella sua interezza. Ecco, forse al vicinato, ma non ci crediamo più di tanto, se pensiamo che in questi 11 anni ci ha sempre accettato senza mai lamentarsi per alcune nostre vivacità notturne.

HANDSUPCome ho scritto in apertura, non vedo l’ora che sia giugno 2016, in piazzale Candiani. In quel momento, prima della festa di presentazione della dodicesima, scadrà la gestione del Pattinodromo Comunale da parte del Consorzio Quattro Fontane Sport Eventi, che l’associazione TorneodeiSestieri ha costituito con gli amici dell’Hockey Club Venezia quattro anni fa. Un cambio di gestore comporterà una serie di conseguenze e cambiamenti che al momento non possiamo e non vogliamo immaginare. Potrebbe essere allora che finalmente incideremo, non sul Dai&Vai, ma su una lapide marmorea, le parole che ben conoscete: XE FINIA !!!

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Lido vince il Torneo dei Sestieri 2015

Finaliste

Lido – Dorsoduro 76-62

LIDO: Seno, Rosada S. 10, Cosma 3, Stefani, Capitanio, Rosada M. 17, Murazzi 2, Ragazzi A. 2, Marcon 16, Costantini, Saoner 11, Ragazzi G. 11. all.ri Seno Marco e Giulietti Matteo

DORSODURO: Panaccione 10, Zanetti 2, Valentini 4, Carrettin, Crivellari 14, Conz 13, Zamattio 2, Vianello 5, Maggiolo, Indri, Zavagno 10. All.re Christian Andreutto

Arbitri: Stefano Cazzaro, Matteo Vianello e Alberto Perocco

La Finale di sabato fra Lido e Dorsoduro ha chiuso l’undicesima edizione del Torneo dei Sestieri. Come ogni anno, sul campo allestito al Pattinodromo delle Quattro Fontane del Lido, 6 squadre rappresentanti i sestieri della città, si sono sfidate per stabilire le gerarchie cestistiche del centro storico lagunare.
Dopo la prima fase, conclusasi con Lido e Dorsoduro al comando dei rispettivi gironi, è partita la fase a eliminazione diretta che ha portato alle equilibratissime semifinali di Venerdì tra Lido-S.Marco/Murano e Dorsoduro-Castello, e quindi alla finalissima della scorsa serata.

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Mai come quest’anno l’equilibrio è regnato sovrano e sono stati i giovani e giovanissimi a salire alla ribalta. Giovanni Ragazzi, Nicolò De Rossi, Orso Panaccione, Giacomo Frison sono solo alcuni nomi dei giovanissimi atleti che hanno deliziato il pubblico con le loro giocate.
Ogni sera, le tribune del Pattinodromo si sono riempite in ogni ordine di posto. Da segnalare come la presenza di tante famiglie con bambini, futuri protagonisti in campo, sia in clamorosa ascesa, rendendo il clima generale della manifestazione piacevolmente festoso e rilassato.
Nella finale di sabato, arbitrata dall’ex fischietto internazionale Stefano Cazzaro, con l’ex arbitro di serie A Matteo Vianello e il giovane Alberto Perocco, vincitore del Premio Paolo Zanon come promettente arbitro italiano, il Lido ha superato il Dorsoduro in una bella sfida incerta ed equilibrata fino al terzo quarto.

11701035_10152855371801594_4340721110110441261_nPrima dell’attesa finalissima i Matibasket di Venezia si sono aggiudicati il torneo internazionale over 40 superando i Dragons di Lubijana. A margine della partita si è tenuta anche la finale della gara del tiro da 3 punti. Ad avere la meglio sui 96 partecipanti iniziali è stato il lidense Fabio De Gaspari, che iscrive il suo nome nell’albo d’oro della gara intitolata a Gigi Stefanutti, indimenticato tiratore lidense e maestro di molti vincitori delle passate edizioni della sfida balistica.
Il riconoscimento di Mvp della finale è andato a Leonardo Marcon del Lido mentre il Premio Fabrizio Piaggi, al miglior giovane della manifestazione, è stato assegnato Orso Panaccione del Dorsoduro, a sedici anni al suo quarto Torneo dei Sestieri.
Il momento più emozionante della splendida serata è giunto al termine della partita quando è stato proiettato il cortometraggio sui dieci anni della manifestazione in un Pattinodromo trasformato per l’occasione in arena cinematografica. Più di mille spettatori hanno seguito in rispettoso silenzio le immagini montate dal filmaker Luca Bragagnolo, prima di partecipare alla tradizionale festa di chiusura allestita dal Comitato organizzatore.
Il clamoroso successo di questa edizione, arricchita dai concerti musicali, dalla gradita sorpresa di Carlo&Giorgio e dalla proiezione del cortometraggio, ripaga al meglio il grande sforzo profuso dall’organizzazione per proporre una manifestazione sportiva che, se pur amatoriale, ogni anno punta a stimolare l’anima più popolare di Venezia e dei suoi veri abitanti. Ormai, dopo 11 anni, il Torneo dei Sestieri è un appuntamento chiave nel programma cestistico estivo cittadino, non solo per gli amanti della palla a spicchi, ma per tutti quelli che hanno passione sportiva e voglia di condividere momenti spensierati e piacevoli.


AGGIORNATO ALBO D’ORO


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LE SEMIFINALI

Lido

LIDO – S. MARCO/MURANO 73 – 62

LIDO: Seno 3, Rosada S. 10, Cosma 3, Stefani 4, Capitanio, Rosada M. 4, Murazzi 7, Ragazzi A. 5, Marcon 10, Costantini 2, Saoner 9, Ragazzi G. 16.

All: M. Seno/M. Giulietti

S. MARCO/MURANO: Rossetto 1, Nardo 18, Ballarin 2, Fontanella 4, Boscolo F. 6, Bettoni, Boscolo A. 6, Vianello, Fasano 6, Fabrizi, Sereni 18, Passarella 1.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

Arbitri: D. Maniero, M. Vianello

Non trovate che sia sbagliato? Cioè, quando si racconta una storia così il finale dovrebbe essere diverso. Perlomeno solitamente lo è. Chiudete per un attimo gli occhi e pensate a una favola… Una qualsiasi. Una di quelle che vi facevano addormentare serenamente durante la vostra infanzia, risparmiandovi incubi terrificanti e notti insonni. Vi aiuto e lo faccio anch’io. Una vale l’altra… Facciamo Biancaneve. La conosce tutti, non serve sicuramente che la riassuma io. Andiamo direttamente al finale. Biancaneve non resiste alla tentazione, accetta quella maledetta mela e la addenta voracemente. La storia ci insegna del lungo sonno interrotto solo dal bacio del principe Azzurro che corona una storia d’amore e un finale che da secoli ormai commuovono generazioni di infanti. Va così perché è giusto che vada così. Poche storie. Ecco. Ora fate l’ultimo sforzo di immaginazione. Cosa succederebbe se il finale della favola fosse completamente diverso? Se per esempio il giovane Principe fosse bloccato in un ingorgo e non riuscisse a arrivare in tempo? Biancaneve è lì, cianotica, distesa su una bara attorniata dai nani. E il suo salvatore non arriva. Tutti lo aspettano, ma lui non c’è. Fallisce. E Biancaneve muore. Soffocata da una reazione allergica incontrollata. Si potrebbe vivere così? Saremo potuti crescere forti e sereni come siamo oggi, se ci avessero raccontato la storia con questo finale? Crediamo di no. Le conseguenze sarebbero state drammatiche. Il Mondo sarebbe ben peggiore e la gente molto più cattiva. Questo però è il TdS, non una favola ottocentesca o un cartone disneyano. Qui il Principe Azzurro non è mai arrivato. E Biancaneve è morta.

DD

DORSODURO – CASTELLO 63 – 59

DORSODURO: Panaccione 27, Zanetti 4, Valentini, Carrettin, Crivellari, Conz 13, Zamattio 2, Vianello 11, Maggiolo, Indri, Zavagno 6.

All: C. Andreutto, V. All: A. Zorzi

CASTELLO: Perricone 20, Rosa 8, Contin 3, Pagan, Pacchiani 7, Marelle E., Camin 2, Marella F. 3, Venturini, Vianello N. 8, Vianello G. 8.

Arbitri: A. Perocco, M. Peguri.

Un paio di settimane fa sono stato a Gardaland. Era passato un secolo dall’ultima volta che ci ero stato. Appena entrato ho capito che il Parco, negli anni, si era rivoluzionato. Ai miei tempi l’attrazione più brividosa erano le vecchissime montagne russe che oggi sono snobbate e lasciate ai bambini temerari. Oggi no. Oggi è diverso. C’è di tutto. E tutto estremizzato. Ho passato l’intera mattinata a osservare le rotaie verticali della novità 2015, a ascoltare le urla dei partecipanti, a osservarne gli sguardi sconvolti. Non sapevo che fare. Nel cuore avevo un misto di eccitazione e ansia che non riuscivo a districare. Certo, se non avessi affrontato le mie paure e avessi rifiutato la corsa, come avrei potuto guardarmi allo specchio il mattino dopo? E soprattutto come avrei giustificato una giornata passata al cinema dinamico o sulle Tazze di Alice nel Paese delle Meraviglie? Così mi son messo in coda. E lì ho scoperto la differenza che passa fra chi si trova lì per il suo primo giro e chi invece è ormai un consumato esperto. Li ho visti gli occhi della paura e quelli della sicurezza e del controllo. Sono diversi. Credetemi. Non ho ricordi precisi di quei minuti.

Improvvisamente mi si è avvicinato un ragazzino. Avrà avuto 16 anni. “Hai paura?” mi ha chiesto. “Un po’…” ho risposto vergognandomene. “Non devi, credimi… È una figata! Se vuoi ci sediamo vicini così ti fai un po’ di coraggio!”. Ho tirato un lungo sospiro e ho lasciato che le cose succedessero. Bello. Stupendo. Appena sceso ero eccitato come un bambino in gelateria. Non ho esitato un attimo. Sapevo dove sarei andato. Diretto in coda per un altro giro. E lì, in mezzo alla stessa massa confusa di prima, questa volta i miei occhi erano quelli esperti di chi il brivido l’ha già provato e sa come si fa.

LE PARTITE DI IERI

Casteo

S. CROCE/S. POLO – CASTELLO 53 – 56

S. CROCE/S. POLO: De Laurentis 4, Costa 10, Lenti Ceo 4, Pistolato, Freguja, Casagrande 7, Muner 2, De Rossi 9, Venturi 4, Sartor 13, Stefani.

All: E. Scarpa, V. All: G. Costa

CASTELLO: Marascalchi 2, Perricone 6, Rosa 17, Contin 6, Pagan, Pacchiani 2, Marella E., Camin, Marella F. 2, Venturini, Vianello N. 15, Vianello G. 6.

All: A. Bettera, V. All: A. Farisato

Arbitri: D. Maniero, M. De Rico.

Li ho sentiti un milione di volte ‘sti discorsi qua. In tutti i film sportivi della storia del cinema. In ogni libro che ho letto. C’è pure gente che ci si guadagna da vivere tenendo corsi su come affrontare queste situazioni, convincendoti che se seguirai attentamente le loro indicazioni potrai farcela e la tua vita migliorerà improvvisamente. Ciarlatani. Credete a me. A un cretino che, arrivato a un’età in cui le esperienze cominciano a diventare difficili da contare, ne ha viste un paio e sa come vanno queste cose. Noi SIAMO le nostre CONVINZIONI. Se un tarlo ci entra in testa, nidifica, e si sviluppa negli anni, estirparlo è impossibile. Le tue azioni saranno sempre e radicalmente condizionate da quel dato avvenimento, da un ricordo, da un attimo vissuto e ripetuto nel tempo che ti toglierà la possibilità di decidere autonomamente. Hai voglia a essere forte, a non fermarti davanti a nulla, a cercare di migliorarti costantemente e lavorare per superare gli ostacoli. Come devo dirvelo? Non ce niente da fare! Non dipende da te! In nessun modo! È già stato scritto negli anni precedenti. Tu lo hai letto e imparato a memoria. E non riesci a dimenticarlo. Mai. Hai perso malamente le due gare del gironcino? Tutti ti danno per spacciato e ti senti debole? Sei demoralizzato? Non conta! Sai che a venerdì ci arriverai comunque. L’hai sempre fatto e ci riuscirai anche quest’anno. In qualsiasi modo. Hai tenuto testa al Lido per 35 minuti e battuto la sorpresa San Marco/Murano? Ti sembra di avere i numeri per arrivare fino in fondo? Non conta! Tu il giovedì perderai perché sai che perderai. E non puoi farci nulla! Se credi che sia così semplice cambiare le cose non sei che un povero illuso…

Cannaregio

CANNAREGIO – SAN MARCO/MURANO 57 – 64

CANNAREGIO: Caburlotto 2, Battistin 3, Pilla 5, Mazzarolo 2, Toffolo 2, Scarpa 1, Perzolla 9, Pedron, Frison 27, Zorat 4, Zago, Barp 2.

All: J. Epis, V. All: A. Costantini

SAN MARCO/MURANO: Rossetto 2, Nardo 16, Ballarin, Fontanella 11, Boscolo F: 6, Bettoni 3, Boscolo A. 6, Vianello 2, Fasano 8, Fabrizi, Sereni 10, Passarella.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

Arbitri: Peguri, Secchieri.

Sabato, durante la prima serata del Torneo dei Sestieri edizione 2015, dando un’occhiata in tribuna, si poteva scorgere un tripudio di colori tipicamente estivo. Temperatura e alta pressione avevano permesso a tutti, uomini e donne, ragazzini e adulti, di spalancare le porte dei proprio armadi e azzardare accostamenti cromatici anche estremi. Un filo di abbronzatura, si sa, permette anche cose che a novembre, non ci sogneremo nemmeno di tentare. È stato un bello spettacolo! E tutti i nostri fotografi ufficiali hanno saputo immortalarlo per bene. Se questo è l’inizio, ci siam detti… Poi però, lentamente, le cose son cambiate. Più passavano i giorni e più sembrava che a dettar legge dal punto di vista del look non fosse più la moltitudine, ma un uomo solo. Un uomo che, sfidando temperature equatoriali, non si distacca mai dal suo jeans e quella t-shirt stile Armani monocromatica. Nera. Con un paio di scritte incomprensibili sul dorso. Domenica meno colori. Lunedì e Martedì, sempre meno arcobaleni. Ieri, addirittura, quasi nessuna traccia di luce. Tutto è diventato terribilmente scuro. Cupo. Malefico. Persino nelle sorridenti facce dei cannaregioti, mai quotati come quest’anno, le nuvole si sono addensate cancellando melanina e sicurezze. La notte che iniziava proprio mentre il match era alle battute finali, sembrava voler inghiottire tutti noi in un abbraccio vuoto e profondissimo, di cui non riuscivamo a vedere la fine. Erano anni che questa minaccia aleggiava sul nostro Torneo. Ieri abbiamo colto per la prima volta le sue potenzialità. E ci siamo spaventati. Molto. Chissà se stasera torneranno i colori, o se i giovani, talentuosissimi, ragazzi del Lido piangeranno spaventati dal buio…

LE PARTITE DI IERI

DD

CANNAREGIO – DORSODURO 45 – 64

CANNAREGIO: Caburlotto, Battistin 8, Pilla 4, Mazzarolo, Toffolo 2, Scarpa 6, Perzolla 7, Pedron, Frison 5, Zorat 8, Zago, Barp 5.

All: J. Epis, V. All: A. Costantini

DORSODURO: Panaccione 10, Zanetti 4, Valentini 4, Carrettin 2, Conz 9, Zamattio 2, Vianello 16, Maggiolo, Indri, Vavasori 2, Zavagno 15.

All: C. Andreutto, V. All: A. Zorzi

Arbitri: D. Maniero, M. De Rico.

Stare in tribuna durante il match fra Dorsoduro e Cannaregio è stato uno spettacolo che raccomandiamo a molti. Non tanto per ciò che si è visto in campo, quanto per i commenti degli appassionati lagunari. Ragionare con il senno di poi è arte raffinata di cui spesso e volentieri ci avvaliamo anche sulle pagine di questa fanzine. È divertente e permette di mettere una toppa ai buchi che capita di fare sbilanciandosi in pronostici e profezie azzardate. Però dai, quando si esagera serve dirlo. E porre un freno a vaneggi incontrollati. Sinceramente vedere come il partito dei “Io lo sapevo” e “Sempre dito mi” già all’intervallo della partita aveva i voti per governare nel Parlamento del Pattinodromo fa perlomeno sorridere. Fra le tante parole al vento si è anche sentito qualcuno professare che l’assenza di Mario Guerrasio, un vero e proprio monumento cittadino di questo sport, fosse stata salutare per i canarini sbloccandone alcune individualità altrimenti soffocate dal carisma del campione ex Reyer. Non scherziamo per favore. No. Lo diciamo forte e chiaro. Nessuno l’aveva detto. Nessuno l’aveva anche lontanamente pensato. Magari si poteva azzardare che i ragazzi di coach Andreutto sarebbero stati squadra spigolosa e antipatica. Quello possiamo concederlo. Ma che fossero maturati in questo modo e che sarebbero stati protagonisti di due cavalcate simili nella fase a gironi, non prendiamoci in giro, nessuno lo aveva previsto. Ora riposeranno per due giorni ascoltando tutti i violini di questo Mondo mentre si accodano al loro carro per accompagnarli fin chissà dove. Al conte Stivanello l’arduo compito di tappare le orecchie a Zavagno e compagni per farli camminare come e meglio di come fatto fin’ora.

Lido

LIDO – S. MARCO/MURANO 85 – 72

LIDO: Rosada S. 2, Cosma 6, Stefani 7, Capitanio 2, Rosada M. 17, Murazzi 2, Ragazzi A. 7, Marcon 17, Costantini 4, Saoner 6, Ragazzi G. 15.

All: M. Seno/M. Giulietti

S. MARCO/MURANO: Rossetto, Nardo 13, Ballarin, Fontanella 6, Boscolo F. 10, Bettoni, Boscolo A. 6, Vianello, Fasano 13, Fabrizi, Sereni 18, Passarella 6.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

Arbitri: M. Peguri, D. Secchieri

In genere succede soprattutto a Studio Aperto, ma non è che gli altri telegiornali nazionali siano molto più innovativi. Inizia tutto con delle immagini di turisti sventolanti fogli di giornale o volantini mentre cercano un po’ di refrigerio nelle fontane della capitale. Da lì si parte per alcune dissertazioni statistiche che, inevitabilmente, indicano la stagione in corso come la più calda Estate dal millenovecentoequalcosa. Si prosegue poi con dell’autentico terrorismo mediatico che prevede un “ulteriore innalzamento delle temperature” nei giorni successivi. Poi, improvvisamente, lo stacco e un medico in primo piano. Possibilmente un esperto di alimentazione. Questo è il momento in cui conviene prendere appunti. Consigli: bere molto, evitare esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, no alcoolici, molta frutta e verdura. Grazie. Veramente.

Ecco… Ora noi ci troviamo più o meno nella stessa situazione in cui si trovano i redattori dei telegiornali in Luglio e Agosto. Zero notizie sensazionali all’orizzonte. Anzi, zero notizie. Quindi? Che si fa? Non pretenderete mica che noi si racconti dell’ennesima clamorosa prova di forza del Lido vero? Non ci obbligherete mica a dirvi ancora una volta come i ragazzi di Sao siano la principale, se non unica, pretendente al trono cestistico lagunare spero? Non saremo mica costretti a spiegarvi come S. Marco/Murano, partito con aspettative dispettose, si sia ancora una volta scontrato con la dura realtà del campo? Lo sapete bene, la banalità ci spaventa come poche cose al Mondo. Non vogliamo cadere in questo tranello, anche al costo di non scrivere nulla e lasciare questo spazio vuoto. Risultato. Tabellini. E niente altro. Se sperate che saremo noi a darvi la notizia che d’estate fa caldo vi sbagliate di grosso!

LE PARTITE DI IERI

Murano

S. MARCO/MURANO – S. CROCE/S. POLO 46 – 48

S. MARCO/MURANO: Rossetto 2, Nardo 9, Ballarin 1, Fontanella 4, Boscolo F. 4, Bettoni 11, Boscolo A. 4, Vianello, Fasano, Fabrizi, Sereni 11, Passarella.

All: U. Regalini, V. All: M. Ballarin

S. CROCE/S. POLO: De Laurentis, Costa 2, Barbato 2, Lenti Ceo 6, Pistolato, Freguja, Casagrande 9, Muner 8, De Rossi 13, Venturi 4, Sartor 4.

All: E. Scarpa, V. All: G. Costa

Arbitri: Colizzi, Vianello.

Oggi vorrei, una volta tanto, raccontare di fatti realmente accaduti al Torneo e non annoiare tutti con filosofeggiamenti e sofismi inutili. Il match fra San Marco/Murano e S. Croce/S. Polo era appena terminato e, come da consuetudine, pubblico e squadre si incrociavano al chiosco per qualche bibita refrigerante e puntuali commenti. Ero lì, davanti all’eterno dilemma che mi perseguita da anni, la straziante scelta fra la Pedavena e la Moretti, quando, lo sguardo mi è caduto su un uomo seduto su un gradino, testa fra le mani, solo. La curiosità, si sa, è donna. E chi vi scrive,almeno per il 70% lo è quasi sicuramente. Avuta la mia birra e l’ulteriore per non presentarmi a mani vuote ho deciso perciò di raggiungere il soggetto in questione per cercare, se non di consolarlo, almeno di capire. “No varda Peter… No zè anda… Va via, assime soeo!”. Diciamo che di accoglienze migliori in vita mia me ne sono capitate almeno un paio. Ma un amico (e un buon cronista) capisce al volo quando un NO è in realtà un SÌ mascherato, perciò non ho mollato. Quel poco di coscienza che ancora mi rimane mi impedisce di riportare l’intera conversazione che io e l’amico abbiamo intrattenuto in quei pochi minuti. Son cose intime che devono restare all’interno di cuore e anime delle persone. Diciamo che subito mi son venuti in mente gli struggenti momenti passati dalla Maud Muller di John Whittier, ogni giorno distrutta dal rimpianto di un amore che sarebbe potuto essere straordinario e che, per gli errori commessi e le scelte prese, non è si è mai realmente coronato. Fino a quanto potranno durare i tormenti del mio caro amico per una vittoria che sarebbe potuta essere e una sconfitta che rischia di risultare decisiva?

Castello

CASTELLO – DORSODURO 45 – 67

CASTELLO: Marascalchi 2, Perricone 8, Rosa 5, Contin 2, Pacchiani 2, Marella E., Camin 2, Marella F: 2, Venturini, Vianello N. 13, Vianello G. 9.

All: A. Bettera, V. All.: A. Farisato

DORSODURO: Panaccione 16, Zanetti 4, Valentini 4, Carrettin 2, Conz 14, Zamattio, Vianello 14, Maggiolo 2, Indri, Vavasori, Zavagno 11.

All: C. Andreutto, V. All: A. Zorzi

Arbitri: Peguri, Causin.

Sai perché ti dicono sempre che le cose devi impararle a fare da piccolo? Che se vuoi cominciare a sciare, inforcare una bicicletta, farti una nuotata al mare devi iniziare a 4/5 anni? Che se perdi quel momento, quei pochi mesi, poi tutto diventerà tremendamente difficile e faticoso? Semplice: perché a quell’età non conosci la paura! Hai una memoria cortissima, bianca, vergine. Non sai ancora quanto sia bella la vita, e quanto sia assurdo rischiare per così poco. Hai provato ancora troppo poco dolore per averne timore, per tenerti alla larga da ciò che potrebbe ferirti. Chi se ne frega se mi butto giù per la Gran Risa a spazzaneve? Che problema c’è se tolgo le rotelle da quella bici più grande di me? Cosa mai ci vorrà a arrivare fin lì con due bracciate? Chiudi gli occhi e vai, che se non funziona ci riproverai un’altra volta. Mica come come quando sei grande che stai lì a ragionarci. Ma guardala com’è ripida? E se poi cado? E se mi spezzo la schiena?

Per il Torneo dei Sestieri vale la stessa identica cosa. Ti può mai preoccupare il fardello di 10 edizioni in cui il tuo Sestiere ha sempre perso? Ti può mai fermare il fatto di incrociare chi invece a vincere si sta abituando da un bel pò? Ti puoi spaventare di assenze, infortuni e miss match che molti considerano fatali? No. Ti butti. Perché la tua memoria non ha nessuna di queste tracce. A te interessa solo e unicamente giocare. Con quella maglia. Per divertirti e, possibilmente, provare a vincere. Il problema semmai potrebbe venire dopo, qualora qualcuno che qualcosa di più di te ha visto, avesse voglia di raccontarti, di spiegarti di avvisarti. E allora starà a te decidere se crescere e iniziare a avere paura, o restare impavido col cuore leggero.