CI VUOL BEN ALTRO…

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No, scusa eh, ma chi credi di essere? E, soprattutto, chi credi che siamo noi? Ma pensi veramente che sia così facile sconfiggerci? Pensi di metterci in difficoltà con così poco? A noi? A tutta sta gente che ci vuole bene? Mi spiace, ma non ci siamo proprio capiti… Sia chiaro una volta per tutte: a noi che ti metti a piovere di Sabato sera non ce ne frega nulla! Ok, ci hai provato. Avrai pensato che non era giusto vedere tutta quella gioia, che in troppi stavano passando delle serate speciali. Ti sarai innervosito a contare tutte quelle risate, quegli scherzi, tutti quei momenti. Avrai pensato che ma perché a me no?, e sarai diventato verde di rabbia. Mi sembra di vederti. Ma perché ridono tutti? Perché improvvisamente sembrano accantonare i brutti pensieri che ho tanto faticato a mettergli in testa? Perché ballano e si abbracciano fino all’alba e il giorno dopo ancora e poi ancora?Ma perché continuano a correre dietro a quella boccia a spicchi arancione? Tu non capisci, c’è poco da fare! Non hai mai capito. E quando sbatti la testa e non trovi una spiegazione che fai? Diventi dispettoso. E decidi che un bell’acquazzone è la lezione migliore da dare a tutti quelli che ci mettono l’anima per far andare le cose per il meglio. Ripeto: hai fatto i conti senza l’oste (e ti assicuro che qui da noi di osti con cui farne ce n’è più di uno…)! Non so cosa avrei pagato per vederti Sabato notte mentre, convinto di aver vinto la battaglia, non riuscivi a addormentarti perché noi si continuava a cantare sotto la pioggia. E i miei soldi invece li avrei dati proprio tutti per rivederti Domenica sera, verso le 21, quando al Pattinodromo non c’entrava nemmeno più uno spillo. Quando frotte di bambini tifavano da bordocampo. Quando oltre 1000 persone seguivano una delle nostre migliori Finali di sempre come se a giocare fosse la Nazionale. Sì, caro mio, avrei voluto vederti. E farti una linguaccia! Perché questi siamo noi, e per metterci in ginocchio, per farci smettere serve qualcosa in più. Poi oggi mi sono svegliato, con la solita malinconia del giorno dopo l’ultimo giorno. E ho pensato che essere cattivi con te non ha senso, non ne vale la pena. Il tuo problema è solo che non sai, perché non ci conosci. Quindi te lo scrivo adesso, così ti organizzi per tempo: il prossimo anno sarai dei nostri! Sarà il nostro 10° compleanno e lo festeggeremo anche con te. Si entra dalla porta del Campetto delle 4 Fontane e il baretto è subito sulla destra dopo il cancello: lo trovi anche se non vuoi… Benvenuto!

 

Peter Vecsey

 

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