PRIMO TORNEO AMATORIALE CITTA’ DI VENEZIA by TdS

CdVCome saprete, venerdì 2 e sabato 3 agosto, si disputerà il primo torneo amatoriale Città di Venezia. L’iniziativa del Comitato è nata per festeggiare l’acquisto del nuovo campo modulare dando la possibilità di calcarlo a chi non ha partecipato al Torneo dei Sestieri 2013.

La manifestazione sarà un concentrato di pallacanestro che si concluderà sabato 3 alle ore 21,30 con il concerto live dei JAMMAREA sulla pista del Pattinodromo.

Vi aspettiamo.

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Castello festeggia il titolo 2013

IMG_3330Grandi festeggiamenti la scorsa settimana per i giocatori del Castello in campo all’Arsenale. Quest’anno la FISB non è riuscita ad organizzare le finali nazionali 5vs5. Pertanto per gli Arsenalotti, niente gita a Riccione dove si disputeranno le finali nazionali 3vs3 il prossimo week-end. Tuttavia i ragazzi di LeleJ  e LeleShoe si stanno organizzando per la trasferta a Padova dove consumeranno il gradito premio offerto dal ristorante I-thai, nostro nuovo sostenitore internazionale.

Chi volesse vedere il trofeo più grande d’Italia, può farlo recandosi alla tabaccheria 31 in FONDAMENTA DE FAZA AL ARSENAL dove potrà scambiare due parole con il titolare sul basket nostrano!!!

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Ciao Leo !

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Abbiamo appreso quest’oggi la triste notizia della scomparsa di un vero amico del Torneo dei Sestieri. Leonardo Costa ci ha lasciati; lo ha fatto solo dopo averci accompagnato durante l’ultima edizione del TdS, conclusasi la scorsa settima.

In questi anni Leo ha dimostrato un attaccamento speciale alla manifestazione rendendosi disponibile a scattare centinaia di foto per l’archivio del TdS e chiedendoci, ogniqualvolta lo si incontrava in qualche palestra, informazioni sulla novità che avevamo in cantiere.

Non tutti sanno che quest’anno, per “la settimana”, Leo si è trasferito al Lido in modo da poter seguire i suoi ragazzi alle Quattro Fontane fino all’ultimo canestro, senza la preoccupazione di dover prendere un battello per rientrare a casa a tarda notte. Accompagnato dalla sua Chiara, Leo è stato con noi fino all’ultimo, lo ha fatto  per vederci
ancora una volta tutti insieme e, sicuramente, per salutarci con quella lettera che ha scritto per il Dai&Vai del venerdì, in cui si scusava per non aver scattato da bordo campo ma dalla tribuna.

Non spenderemo qui parole che in questi momenti sono spesso inutili o sbagliate. Vogliamo solo ringraziarlo ancora una volta e sperare che lui continui a fotografarci anche da lassù. Grazie Leo, buon viaggio!

I ragazzi del TdS

CI VUOL BEN ALTRO…

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No, scusa eh, ma chi credi di essere? E, soprattutto, chi credi che siamo noi? Ma pensi veramente che sia così facile sconfiggerci? Pensi di metterci in difficoltà con così poco? A noi? A tutta sta gente che ci vuole bene? Mi spiace, ma non ci siamo proprio capiti… Sia chiaro una volta per tutte: a noi che ti metti a piovere di Sabato sera non ce ne frega nulla! Ok, ci hai provato. Avrai pensato che non era giusto vedere tutta quella gioia, che in troppi stavano passando delle serate speciali. Ti sarai innervosito a contare tutte quelle risate, quegli scherzi, tutti quei momenti. Avrai pensato che ma perché a me no?, e sarai diventato verde di rabbia. Mi sembra di vederti. Ma perché ridono tutti? Perché improvvisamente sembrano accantonare i brutti pensieri che ho tanto faticato a mettergli in testa? Perché ballano e si abbracciano fino all’alba e il giorno dopo ancora e poi ancora?Ma perché continuano a correre dietro a quella boccia a spicchi arancione? Tu non capisci, c’è poco da fare! Non hai mai capito. E quando sbatti la testa e non trovi una spiegazione che fai? Diventi dispettoso. E decidi che un bell’acquazzone è la lezione migliore da dare a tutti quelli che ci mettono l’anima per far andare le cose per il meglio. Ripeto: hai fatto i conti senza l’oste (e ti assicuro che qui da noi di osti con cui farne ce n’è più di uno…)! Non so cosa avrei pagato per vederti Sabato notte mentre, convinto di aver vinto la battaglia, non riuscivi a addormentarti perché noi si continuava a cantare sotto la pioggia. E i miei soldi invece li avrei dati proprio tutti per rivederti Domenica sera, verso le 21, quando al Pattinodromo non c’entrava nemmeno più uno spillo. Quando frotte di bambini tifavano da bordocampo. Quando oltre 1000 persone seguivano una delle nostre migliori Finali di sempre come se a giocare fosse la Nazionale. Sì, caro mio, avrei voluto vederti. E farti una linguaccia! Perché questi siamo noi, e per metterci in ginocchio, per farci smettere serve qualcosa in più. Poi oggi mi sono svegliato, con la solita malinconia del giorno dopo l’ultimo giorno. E ho pensato che essere cattivi con te non ha senso, non ne vale la pena. Il tuo problema è solo che non sai, perché non ci conosci. Quindi te lo scrivo adesso, così ti organizzi per tempo: il prossimo anno sarai dei nostri! Sarà il nostro 10° compleanno e lo festeggeremo anche con te. Si entra dalla porta del Campetto delle 4 Fontane e il baretto è subito sulla destra dopo il cancello: lo trovi anche se non vuoi… Benvenuto!

 

Peter Vecsey

 

LA FINALE!!!

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LIDO – CASTELLO 70 – 77

LIDO: Cosma, Rosada 24, Stefani 2, Forte, Ragazzi A. 5, Murazzi 15, Seno 2, Ragazzi G., Costantini 9, Saoner 11.

All: L. Stefanutti

CASTELLO: Marascalchi, Perricone 8, Rosa 11, Contin 12, Franceschet 13, Pacchiani 10, Nardo, Camin 4, Vianello G., Rosso, Vianello N. 19.

All: E. Scarpa, V. All: A. Bettera

Arbitri: Cazzaro, Peguri

Mi son fatto prestare un foglio di carta e una penna. Verrà il giorno in cui mi comprerò uno smartphone e ‘ste robe non sarò più costretto a farle, lo prometto. Ma volevo essere sicuro che oggi mi sarei ricordato tutto. Sono seduto in Piazza S.Marco a un tavolino di un bar che aprirà solo fra un bel po’. Mi ero ripromesso di andare a letto presto oggi, che domani è lunedì, che è già brutto in quanto tale, ma se è anche quello dopo la settimana dei Sestieri diventa veramente un Mortirolo… Inutile dire che ogni miglior intenzione è andata a farsi benedire: sono le 03.30 e mi ritrovo seduto in questo teatro spoglio costretto a festeggiamenti che non dovrebbero appartenermi. Ho ancora la testa che mi rimbomba e non è unicamente per colpa delle birre. Rimbomba di suoni, di cori, di imprecazioni e di applausi. Rimbomba di tutta la passione che anche questa Finale dei Sestieri ha saputo catalizzare. Bisognerebbe parlare di tutti, ma, almeno oggi, una licenza ci sembra doverosa. Lo spazio va a chi questo Torneo l’ha vinto. E l’ha vinto perché è stata la squadra migliore. Quella che ha saputo superare difficoltà che agli esperti sembravano essere decisive. Quella che non ha mai mollato, nemmeno quando tutto sembrava apparecchiato per la cinquina avversaria. Ha vinto la squadra che più ha saputo trarre il meglio da tutti i suoi elementi. Che più ha saputo coprire i propri difetti con le sue qualità. Ha vinto, perché no, la squadra che è stata anche la più fortunata, che ha saputo approfittare di sfortune e errori avversari. Ha vinto Castello che, inutile nasconderselo, ne ha avuto più di tutte le altre: più energia, più voglia, più talento. Perché è vero che grinta e cuore sono caratteristiche fondamentali dei ragazzi di LeleJ, ma non vorremmo che ci si dimenticasse che fra gli Arsenalotti di gente che sa giocare a pallacanestro ce n’è in abbondanza. Ha vinto Castello, dimostrando che i pronostici a tavolino valgono il tempo di una birra. Ha vinto Castello, e che sia da lezione a quelli che continueranno a provarci anche nelle prossime edizioni. Ha vinto Castello, W Castello. Ora però, dopo l’ennesimo brindisi, fatemi andare a casa, che domani è lunedì… E, peggio ancora, il lunedì dopo i Sestieri…

Peter Vecsey

p.s.: in genere non faccio queste cose, ma oggi mi sono svegliato così… Volevo spendere le ultime righe degli scritti 2013 per ringraziare una persona in particolare. Spesso e volentieri, durante queste lunghissime giornate, mi sono trovato in difficoltà nel scegliere le giuste parole per raccontare questo Torneo. Sarà la vecchiaia, ma a volte l’ “ispirazione” sembrava essersi dimenticata del sottoscritto. Beh, in questi casi avevo la cura! Aprire l’archivio foto dei Sestieri e farsi aiutare da chi, come e molto più di me, questa manifestazione l’ha racconta ogni giorno con il suo lavoro, con il suo talento e con il suo impegno. Grazie ancora a Giacomo Martines! Dove le parole spesso non riescono a arrivare, le tue immagini hanno segnato animi e cuori di tutti i fan dei Sestieri!!!

LE SEMIFINALI!!!

IMG_6033CASTELLO – CANNAREGIO 69 – 68

CASTELLO: Marascalchi 11, Perricone 5, Rosa 16, Contin 2, Franceschet 5, Pacchiani 4, Nardo 5, Camin, Vianello G., Rosso 2, Vianello N. 13, Venturini 6.

All: E. Scarpa, V. All: A. Bettera

CANNAREGIO: Caburlotto, Mazzarolo 10, Battistin 7, Pilla 3, Frison, Zago 3, Scarpa22, Boscolo 4, Pedron, Tomassetti 4, Tagliapietra 5, Barp 10.

All: D. Giangaspero – A. Costantini

Arbitri: Pinzan, Zennaro

Non ho fatto il Liceo Classico, quindi ho dovuto fare delle ricerche. Mi ricordavo bene, ma meglio sempre verificare prima di rischiare la figuraccia epocale. Dunque…EMPATIA. Deriva dal greco empatéia, en-, “dentro” e pathos, “sofferenza”. Banalmente spesso il termine viene ridotto al semplicistico concetto di mettersi nei panni di qualcuno. In realtà la cosa appare un po’ più complicata oltre che ampia. Si tratta di atteggiamento della persona che costringe all’impegno. Per provare empatia, io devo compiere uno sforzo assoluto per andare verso l’altro, per cercare di comprenderne a pieno lo stato d’animo del momento escludendo ogni attitudine affettiva personale e ogni giudizio morale che possa compromettermi. È una missione quindi, un vero e proprio atto di costrizione che uno si impone per avvicinarsi e donarsi all’altro. A dirla così sembra azione rara da riscontrare al giorno d’oggi. Ma, si sa, i Torneo dei Sestieri e il suo pubblico amano sempre distinguersi per la virtù negli atteggiamenti. Chi non c’era magari non mi crederà ma può farselo raccontare da chi l’ha vissuto. Quando il ragazzo, a 5 secondi dal termine, causa un’errata comprensione del punteggio, ha commesso il fallo che ha regalato la finale a Castello, prima che ognuno prendesse la sua strada, quella per la gioia o per la disperazione, c’è stato un attimo, una quasi impercettibile frazione di secondo, in cui il tempo si è quasi fermato e durante la quale l’empatia è regnata sovrana. Credo che lui non se ne sia nemmeno accorto, tanto era disperato. Ma, ripensandoci, la coglierà e questo non potrà che aiutarlo a tornare qui il prossimo anno ancora più forte.

LIDO – DORSODURO 76 – 64

LIDO: Cosma 2, Giulietti, Rosada 13, Stefani 11, Forte 1, Ragazzi A. 4, Murazzi 7, Seno 2, Ragazzi G. 4, Costantini 2, Saoner 22, Enzo 8.

All: L. Stefanutti

DORSODURO: Farnea, Zanetti 2, Valentini 16, Burigana 5, Crivellari 4, Conz 2, Maggiolo, Indri n.e., Zamattio n.e., Zorzi, Guerrasio 23, Zavagno 12.

All: F. Bonaldi

Arbitri: Isigonis, Scarpa

Era il 1996 e ero eccitatissimo. Finalmente dopo anni di suppliche e capricci, avevo convinto i miei genitori a acquistare l’abbonamento della allora Tele+. Questo significava una e una cosa soltanto: NCAA Basketball!!! Era sempre stato il mio sogno. Vedere ragazzi di 20 anni giocare con le divise del proprio ateneo davanti ai compagni di corso e in Dome da oltre 50.000 persone per ogni malato di pallacesto era tutto. Ora, finalmente, avrei potuto vedere le mie prima Final Four in diretta. Me la ricordo come fosse ieri la seconda semifinale: la strafavorita Kentucky di coach Pitino, contro la sorprendente U-Mass di un giovanissimo coach Calipari. Beh, ieri l’ho rivista al Pattinodromo del Lido di Venezia. U-Mass aveva una coppia di guardie che sembrava uscita da un libro di Elmore Leonard: Edgar Parilla e Carmelo Travieso. Inutile dirvi che si trattava di due messicani piccoli e indifesi che dovevano vedersela per 40 minuti con la più grande zone press che la storia del Basket abbia mai visto, la cosiddetta Pressur Cooker, la “Pentola a Pressione” di Pitino. Vero, Calipari aveva Marcus Camby, centro dominante a livello universitario, ma arrivare fin là sotto dove lui avrebbe potuto fare la differenza era tutt’altro che agevole. Mi piacerebbe molto raccontarvi che fu U-Mass a vincere, ma le favole stanno sui libri, non sul parquet. Quello che vi posso dire però è che sentire urlare da Calipari in faccia ai suoi “Refuse To Loose!” durante i time out e vedere il punteggio ancora in equilibrio a 2 minuti dal termine è stata la lezione di sport più importante che potesse esserci.

SPAREGGI…

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L’allagato campo del pattinodromo dopo la tempesta

S. CROCE/S. POLO – DORSODURO 42 – 54

S. CROCE/S. POLO: Borsato, Costa 4, Dal Borgo, Barbato 6, Stefani 6, Muner 8, De Rossi, Sartor 2, Burigana, Tagliapietra 4, Pistolato, Lenti Ceo 12.

All: C. Andreutto, V. All.: G. Costa

DORSODURO: Farnea 5, Zanetti, Valentini 2, Burigana 8, Crivellari 9, Conz, Maggiolo 1, Indri 3, Zamattio n.e., Zorzi n.e., Guerrasio 18, Zavagno 8.

All: F. Bonaldi

Arbitri: Peguri, Colizzi

Avete mai provato a avvicinarvi a un racconto di Raymond Carver? Ecco, se vi è capitato allora credo sappiate perfettamente cosa si intende quando si parla di Minimalismo, in letteratura come nell’arte in generale. La corrente si fa comunemente risalire agli anni ’60 del secolo scorso e ha fra i suoi principi fondamentali il processo di riduzione della realtà e delle strutture elementari, siano essere geometriche, grammaticali o melodiche. Al fianco della corrente artistica nacque, parallelamente, anche uno stile di vita, una vera e propria filosofia basata sul tentativo di evadere da ciò che veniva considerato non essenziale per poter concentrare le proprie forze e la propria mente solamente sulle cose che davvero importano, che danno senso, gioia e valore alle nostra vite. Fino a ieri, il Torneo di Dorsoduro era stato ricco di sovrastrutture, di problematiche e nervosismi che avevano impedito ai canarini di dare il loro meglio in campo. Contro S.Croce/S.Polo, penalizzata e non poco da una Dea Bendata che in realtà sembra vederci fin troppo bene, i ragazzi di Coach Bonaldi hanno attuato una politica di sottrazione essenziale per tornare alle loro radici. Basta fornzoli, basta inutili aggiustamenti, basta esperimenti. Si parte dalla difesa, forte, intensa, spigolosa e fisica. E da lì si inizia a costruire. Come si è sempre fatto quando Dorsoduro nel Torneo un po’ di strada l’ha fatta. Certo, siamo sincero: lo spettacolo è stato quello che è stato. Diciamo che Rinascimento e Barocco abitano da altre parti. Ma crediamo veramente che a Guerrasio e compagni importi un fico secco dell’estetica applicata alla pallacanestro?

CANNAREGIO – SAN MARCO/MURANO 68 – 51

CANNAREGIO: Caburlotto 7, Mazzarolo 5, Battistin 4, Pilla 4, Frison 9, Zago 2, Scarpa 8, Boscolo 2, Pedron 4, Tomassetti 5, Tagliapietra 18, Barp.

All: D. Giangaspero – A. Costantini

SAN MARCO/MURANO: Folin 2, Zardetto, Rosada 7, Bettoni 2, Vescovi, Pasin 3, Ferro 2, Perzolla 16, Passarella 5, Fabrizi n.e., Fontanella 10, Boscolo 4.

All: E. Greco

Arbitri: Isigonis, Scarpa

Ammetto la mia ignoranza. Chissà perché ho sempre creduto fosse una pratica legata unicamente ai Nativi Americani. Credo sia colpa dell’iconografia che di questo rituale hanno fatto letteratura e cinema negli anni. Fatto sta che ho appena scoperto come anche nella vecchia Europa, soprattutto nei paesi dell’area slava, fosse (purtroppo sembra che l’usanza si stia pian piano perdendo) praticata da moltissime tribù, nello specifico per omaggiare Perperuna, Dea della fertilità. Però c’è poco da fare: quando penso alla Danza della Pioggia nel mio cervello si proietta l’immagine dei Cherokee che saltellano al ritmo dei tamburi attorno a un fuoco. La pratica in questione aveva un duplice intento: il primo, scontato, chiedere la tanto attesa caduta della pioggia, necessaria per ottenere coltivazioni sufficienti per la stagione, il secondo, meno noto, ottenere una sorta di purificazione dal Male grazie agli spiriti dei valorosi guerrieri caduti in battaglia che si pensava fossero contenuti nelle gocce cadute dal cielo. Sempre detto io: non conoscere le cose fino in fondo porta inevitabilmente a commettere errori che si pagano carissimi. Vedere Omar, durante gli ultimi minuti di Dorsoduro – S. Croce/S. Polo improvvisare passi scoordinati e improbabili ululati alle nuvole è stato uno spettacolo poco edificante. Se avesse saputo che, così facendo, stava chiedendo agli dei di sconfiggere il Maligno, cioè l’imperatore a cui ha da sempre consacrato le sue armate, credete che avrebbe continuato comunque a offrire alle tribune del pattinodromo questo infelice show?

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Il trasferimento forzato a notte fonda all’Olivi non ha scoraggiato il nostro pubblico

LARGO AI GIOVANI!

MINIBASKET2013

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Questa sera i vecchi sono pregati di accomodarsi in Tribuna. Che si prendano pure quante birrette vogliono, tanto oggi giocano i bambini, giocano i ragazzi, gioca il futuro dei Sesteri!!!

Alle h. 19.00 parte il Torneo Minibasket. Selezioni delle annate 2002/2003 di 5 società lagunari: Murano, Carmini, Virtus Venezia, Alvisiana e Erminio Doria.

Alle h. 21.00 la grande sfida delle Giovanili. Lido Vs Venezia. Annate ’97/’98/’99 per i maschi, annate dal ’90 al 2000 per le femmine. Partita di 60 minuti divisi in 4 quarti. Nel 1° i più giovani ragazzi del Lido contro i pari anno veneziano, nel 2° stessa cosa per le ragazze. Gli utlimi 2 quarti con in campo i più grandi sempre suddivisi per genere. A. Ragazzi e M. Carlin alleneranno il Lido, A. Scussat e S. Varzi Venezia!

Buon divertimento!!!

3° GIORNATA

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CANNAREGIO – LIDO  67 – 71

CANNAREGIO: Caburlotto 5, Mazzarolo 4, Battistin 14, Pilla 5, Frison 13, Zago, Scarpa 3, Boscolo n.e., Pedron, Tomassetti, Tagliapietra 8, Barp 15.

All: D. Giangaspero – A. Costantini

LIDO:  Cosma 2, Giulietti, Rosada 24, Stefani 7, Forte, Ragazzi A. 5, Murazzi 8, Seno, Ragazzi G. 2, Costantini 13, Saoner 8, Enzo 2.

All: L. Stefanutti

Arbitri: Colizzi, Pasqualucci

Come già detto, per moltissimi non si trattava altro che di un’anticipazione della finale di Sabato prossimo. Sinceramente l’esperienza che abbiamo di questo Torneo ci suggerirebbe di rallentare con pronostici tanto azzardati, ma questo si diceva in tribuna e questo ci sembra giusto riportare. Fin dall’inizio sembra che le due squadre non giochino a nascondersi: fuori tutto e pazienza se dovremo scoprire le carte già nella fase a gironi! Il 1° quarto è pirotecnico: 28 – 26 solitamente è un punteggio di un buon intervallo dei Sestieri, qui invece sono appena passati 10 minuti e si viaggia a queste cifre. Il pressing a tutto campo delle due formazioni permette al match di tenere un ritmo altissimo e i numerosi rischi corsi producono sia palle recuperate che alcuni canestri concessi con fin troppo semplicità. Battistin da una parte e Costantini dall’altra sono i primi a dare il via alle danze. Poi tutti gli altri si adeguano e seguono i compagni. L’equilibrio è il filo conduttore di tutta la partita che, anche quando, inevitabilmente, vede il proprio ritmo abbassarsi, rimane piacevolissima. Si prosegue a strappi, prima dei padroni di casa, poi dei ragazzi in verde. Parziali e controparziali si susseguono alternando piccoli vantaggi a altri ancora minori. Quando si arriva punto a punto nei finali, si sa, che sono i particolari a fare la differenza. L’enorme quantità di talento a disposizione di coach Giangaspero, paradossalmente, si dimostra poter essere un’arma a doppio taglio. Nei minuti finali sembrano in troppi i cannaregioti che vogliono vincerla da soli. La squadra smette di sviluppare i movimenti che tanto la rendono pericolosa e si affida a una vera e propria sparatoria dall’arco, il più delle volte a salve. Dall’altra parte le gerarchie sembrano decisamente più definite con Rosada che prende sulle spalle tutti i compagni colpendo più volte anche da 3 punti. Dopo un paio di fischi perlomeno dubbi, sul +2 Lido a pochi secondi dal termine è un fallo tecnico fischiato a Scarpa a porre fine alle ostilità. Forse un rammarico: una partita così bella avremmo voluta vederla decisa da una bella giocata piuttosto che da due liberi. Buon semifinale Lido!

Franco Lauro

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S.CROCE/S.POLO – CASTELLO  64 – 67 (d.t.s.)

S. CROCE/S. POLO: Borsato, Costa 12, Dal Borgo, Barbato 12, Stefani 7, Muner 2, De Rossi, Sartor, Burigana, Tagliapietra 12, Pistolato 2, Lenti Ceo 17.

All: C. Andreutto  V. All: G. Costa

CASTELLO:  Marascalchi 8, Perricone 7, Rosa 14, Contin 2, Franceschet 12, Pacchiani 2, Nardo 3, Camin, Vianello G., Vianello N. 19.

All: E. Scarpa  V. All: A. Bettera

Arbitri: Isigonis, Peguri

Che sarebbe stata una partita equilibrata l’avevamo ampiamente pronosticato. Forse però, nemmeno nei nostri sogni bagnati, ci saremmo aspettati tanto. Il match che ha assegnato il 1° posto del Girone Banchi e il conseguente accesso diretto alle semifinali del Torneo è stata forse una delle più rocambolesche e emozionanti della storia dei Sestieri. Ha vinto Castello, ma spiegare come a chi non fosse stato presente sugli spalti Martedì sera è impresa a dir poco complicata.

Pronti via e la situazione per i Grigi di coach Andreutto si fa ancora più grigia. Dopo un contatto fortuito con un avversario, Sartor riaccusa un acciacco alla già tormentatissima schiena. Il lungo esce zoppicante dal terreno di gioco e non rientrerà più per l’intero match. È qui che succede quello che non ti aspetti. Succede cioè che chi dovrebbe essere colpito nell’animo si ribella e chi invece è stato baciato dalla Dea bendata sembra volerle girare le spalle. Il più dieci dell’intervallo stupisce addetti ai lavori e non. Castello sembra bloccata, incapace di venire a capo di una zona evidentemente più efficace di quello che appare dalla tribuna, con il solo Rosa in grado di tenere a galla una barca in procinto di affondare. Il finale, come detto, è per cuori forti. Sul +6 per Borsato e compagni a molto meno di un minuto dal termine tutto sembra chiuso, se nonché, proprio quando in molti si chiedevano dove fosse finito, Vianello, fino a quel momento largamente impreciso, infila 2 triple spaccacuore che portano il match sul 59-59. La confusione finale fra arbitri e tavolo permette a S. Croce di segnare il canestro della vittoria con Tagliapietra a cronometro nettamente rallentato. Messo ordine si decide di annullare e di andare ai supplementari: giusto così. Lì forze fisiche e psicologiche abbandonano improvvisamente Barbato e compagni, incapaci di reagire a una doccia gelata che più gelata non si può. Buona semifinale Castello!

Franco Lauro