4° Giornata – Spareggi

LIDO – SAN MARCO/MURANO 72 – 55

LIDO:De Gaspari 2, Giulietti, Rosada 6, Stefani 10, Forte, Murazzi 12, Ragazzi 8, Seno, Costantini 5, Saoner 21, Enzo 8.
All: N. Zanchi, V. All: L. Stefanutti
SAN MARCO/MURANO: Pinzan 17, Boscolo 7, Rispoli 3, Bettoni 4, Folin 2, Passarella 6, Ferro, Camin, Zambon, Fabrizi 7, Fontanella 4, Regalini 5.
All: F. La Sorella
Arbitri: Manzardo, Isigodis

Si tratta di capira cose preferisce uno dalla vita. È una questione di scelte. E non è detto che una delle due sia per forza quella giusta a scapito dell’altra. Libero arbitrio. C’è chi preferisce il risultato sopra a tutto. E se viene il resto, tanto meglio. Altrimenti faremo la prossima volta. C’è chi invece riesce a apprezzare le sensazioni, indipendentemente dai fatti concreti della vita. C’è chi può scoprirsi felice di aver emozionato. Di aver fatto provare qualcosa di inatteso. Anche se alla fine in tasca sembra non ritrovarsi nulla. Ero poco più di un bambino, ma io dei quarti di finale di Italia ’90 non mi ricordo certo la formazione inglese, mentre di N’Kono, Kundé, Milla, Omam-Biyik, Ekéké, beh, quelli, potete scommetterci, non me li dimenticherò mai.
Più passavano i minuti e più si temeva che il cubo di Rubik non si sarebbe mai composto. Anche un grande Saoner non riusciva a scavare una differenza che potesse far dormire sonni tranquilli. Il fatto che il primo finale combattuto sia stato gestito con maturità dai suoi ragazzi tutto sommato crediamo non dispiaccia a coach Zanchi.
Ce l’avevano detto che avrebbero dato tutto quello che avevano. Forse ci credevano solo loro, però è bastato per far nascere una partita dove in molti credevano non sarebbe cresciuto nulla. Il gioco da 4 punti del Pavone, canestro più festeggiato nella storia del Pattinodromo, ha fatto sognare. Poi gli all blacks si sono svegliati bruscamente. Ma non si può certo dire che non sia stato bello.

SANTA CROCE/SAN POLO – DORSODURO 42 – 47

SANTA CROCE/S. POLO: Borsato n.e., De Rossi, Pagan 2, Pistolato, Costa 10, Barbato 2, Muner 4, Lenti Ceo 10, Stefani 14, Stevanato.
All: C. Andreutto – G. Costa
DORSODURO: Tiburzio, Zanetti, Valentini, Burigana 9, Ardizzon, Conz 6, Panaccione 2, Stivanello, Maggiolo, Zorzi 3, Guerrasio 10, Zavagno 17.
All.: F. Bonaldi, V. All.: J. Indri
Arbitri: Peguri, Ballarin

Allora, meglio essere chiari fin da subito: cosa hanno in comune i Giardini Pensili di Babilonia, il Faro di Alessandria, le Piramidi di Cheope e le partite di Dorsoduro ai Sestieri 2012. Ve lo diciamo noi: NULLA! Se cercate spettacolo e gioia per gli occhi siete pregati di girare alla larga. Se vi accontentate di sudore, fatica e sforzi, allora state a guardare, magari potrebbe piacervi. Le 3 partite oggettivamente peggiori del Torneo hanno nell’unico denominator comune i ragazzi di coach Bonaldi. Che però, in qualche modo, sono arrivati dove volevano. Forse hanno avuto ragione loro. Forse hanno capito che, per uomini e mezzi, distruggere sarebbe stato loro più utile che costruire. E crediamo che dal Portogallo qualche allenatore blasonato applauda.
Bravi! Solo questo si può dire ai grigi. Per tutti i tifosi dei Sestieri fa male vedere Sartor in borghese, ma crediamo che ferisca molto di più il buon DonKing. Se a questa defezione, che già da sola basta a spezzare le reni, ci aggiungi quella di Armani e del polpaccio di Barbato, diventa particolarmente complessa. Eppure c’è stata più di una chance…Bravi!

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