TdS intervista

Ad una settimana esatta dalla prima palla a dua, eccoci alla prima intervista del blog 2012. Si tratta di una chiacchierata obbligata dagli eventi e non poteva che esser fatta con un grande protagonista della stagione cestistica lagunare appena conclusasi.

Nonostante il grande pacco tirato al party inaugurale di venerdì scorso – le scuse sono  quelle già sentite dai molti assenti: “Ma ghe gera el sciopero; Go do fioi picoei e na muggier; Non savevo dove xe sta Remiera; Gero stanco da spiaggia!; Qua festa!?!” – noi del TdS siamo riusciti ad incontrarlo tra le calli del suo sestiere.

TdS: Ciao Kristian se ne è andata un’altra estenuante stagione cestistica. Dopo alcuni anni di sofferenza questa volta avete centrato la promozione in B dilettanti. Te l’aspettavi? Personalmente, dopo la prima gara di campionato a Marghera, vi avevo già dati per promossi.

K: Ciao Simone, indubbiamente gli anni scorsi abbiamo fatto soffrire un po’ i nostri tifosi ma altrimenti che gusto ci sarebbe stato ad ottenere certi risultati. Ovviamente la promozione  era già scritta, come hai giustamente evidenziato il campionato l’avevamo già vinto alla prima a Marghera ma esigenze di sponsor ed ordini della FIP ci hanno obbligato a renderlo il più avvincente possibile.

 

TdS: I tifosi veneziani hanno visto che, oltre a giocare 38 minuti a partita, trovi anche il tempo per scrivere sul house organ del Pool. Solitamente i tuoi report delle partite precedenti occupano dalle due alle tre facciate delle quattro del giornalino. Ti pagano un tot a battuta, vero, come per i minuti giocati?

K: Beh sai com’è, al giorno d’oggi bisogna essere poliedrici ed interessarsi un po’ di tutto. In realtà assecondo la mia passione giornalistica cercando di dare una mano al Direttore nella stesura quindicinale del giornalino. Quest’anno ho avuto più apprezzamenti per la carta stampata che per il mio operato in campo, che dici dovrebbe farmi pensare?

 

TdS: Potresti scrivere qualcosina per il blog del torneo dei sestieri e la nostra fanzine, ma dovresti ridurre il tutto in poche righe.

K: Mi conosci, faccio fatica a ridurre il mio pensiero a poche righe, la sintesi non è stata mai una delle mie qualità migliori, comunque sarebbe un onore scrivere in cotanto ambito.

p.s. Adesso posso dirtelo, scrivevo sul giornalino del Pool in attesa di questa proposta.

 

TdS: Negli ultimi 20 anni hai giocato in tutto il Nord Italia, hai avuto un sacco di compagni di squadra e sei facile a far amicizia con molta gente, avversari compresi. Puoi darci ulteriore conferma che il TdS è conosciuto un po’ ovunque e che molti, non veneziani, desidererebbero prendervi parte?

K: Intanto grazie che mi hai ricordato che da 20 anni bazzico i campi del nord e che quindi sarebbe ora di lasciare il posto ad altri più giovani. Ti confermo che il TdS è uno dei più apprezzati ritrovi cestistici d’Italia infatti, anche quest’anno, non c’era avversario che non mi chiedesse come farsi inserire nel roster dei vari sestieri. A puro titolo di esempio in squadra mia vogliono trasferire tutti la residenza in laguna per poter partecipare.

 

TdS: Diciamocelo francamente, e non ce ne voglia male il tuo grande amicone Marione Guerriasio, sei il miglior giocatore del centro storico degli ultimi 20 anni, condividi la difficile posizione dell’organizzazione di preservare la riserva “indiana” degli ultimi veneziani o allargheresti la partecipazione al torneo al di fuori a chi vive oltre il ponte?

K: Ne parlavo giusto domenica con Mario che in effetti lo scettro del miglior giocatore lagunare, visto il suo ennesimo ritiro, è ora saldamente nelle mie mani. Direi che la questione che mi poni è assai spinosa, so che alcuni hanno in mente progetti di città metropolitana ma per il torneo sembra eccessivo. Certo un allargamento ai foresti potrebbe essere un bel modo per aumentare il bacino di utenza della manifestazione ma di contro si rischierebbe di perdere la peculiarità del torneo, magari si potrebbe allargare ai non veneziani che hanno contribuito a dare lustro al basket lagunare.

 

TdS: I progetti metropolitani li lasciamo ad altri, noi cerchiamo solamente di mantenere viva l’idea originale di coinvolgere gli abitanti di una città che per svariati motivi stanno vedendo sparire pian piano tutti i connotati di un’identità cittadina, che sarà difficile, se non impossibile, recuperare.

K: Sono pienamente d’accordo con te, si stanno perdendo sempre più i veri connotati dell’identità cittadina. Pensa che l’amore per questa città ha condizionato pure la mia scelta lavorativa, infatti il mio desiderio era quello di scegliermi una professione (sono commercialista) che mi permettesse di stare a contatto con la realtà sociale in cui vivo. Io credo che il TdS, nel suo piccolo, contribuisca a mantenere quest’identità.

 

TdS: Ricapitolando vivi a San Polo, i tuoi figli sono nati a Venezia, fai sport ad alto livello in Centro Storico, lavori a due passi da campo San Bartolomio, caspita sei un proprio un emblema della venezianità. Di una Venezia hard to die! La Venezia dei Sestieri. Peccato per quella K di Kristian e per le superiori al Parini di Mestre. Tra l’altro rappresenti il paradossale unico caso di secchione iscritto al Parini!!

K: Porta pazienza nessuno è perfetto, nemmeno tu che mi dimori in quel di S. Polo e non di S. Croce dove in realtà vivo. Io avevo dichiarato, in tempi non sospetti, che il mio desiderio era quello di terminare la carriera facendo qualcosa per il basket nella mia città, con la vittoria di quest’anno penso di esserci riuscito, chi può essere più felice di me?

 

TdS: A proposito della tua professione, non quella di lanciare la palletta arancione per aria, nel Comitato del TdS manca una figura professionale come la tua. Che ne dici, te la senti di entrare?

K: La tua richiesta mi lusinga, avrei sempre desiderato partecipare attivamente all’organizzazione del torneo ma purtroppo impegni lavorativi e sportivi non me l’hanno mai permesso.  Magari questa potrebbe essere la soluzione giusta, ne parliamo con calma davanti a due birrette.

 

P: Veniamo alla domandona finale. Quella che si aspettano tutti. Farai la tua quinta apparizione al Torneo dei Sestieri?

L’idea sarebbe quella, come ho però comunicato al mio Capo Sestiere (mr. Don King) la stagione sportiva appena trascorsa è stata ricca di soddisfazioni ma alquanto logorante per il fisico, devo risolvere qualche acciacco ma farò di tutto per esserci. Anche perché mica posso permettere che uno come Nicolò Vianello rivinca il torneo, per favore non scherziamo.

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