PRESENTIAMO… (Parte V)

SANTA CROCE / SAN POLO

Nella preistoria del Teatro Greco gli attori non usavano maschere ma trucchi a base di biacca. Fu Tespi, il creatore della tragedia, a introdurre l’uso della maschera di lino, a volte di sughero o di legno, indotto a questa soluzione da motivi di forza maggiore: nel teatro una distanza di almeno 18 metri separava gli attori dal pubblico, che sedeva nella prima fila, al di là dell’orchestra, e circa 90 metri li dividevano dalle ultime file. Era quasi impossibile percepire i mutamenti del volto, così essenziali nelle rappresentazioni teatrali. In effetti, ciò che più importava al pubblico greco, che non disponeva della guida di un programma, era di individuare subito il personaggio. Conoscendo approssimativamente la trama, il pubblico era in grado di individuare immediatamente dalla maschera il personaggio in scena. Il fatto che con la pretattica, i finti infortuni, le amichevoli disorganizzate, il Sestiere in grigio, da anni ormai, faccia l’esatto contrario, mascherandosi cioè per non farsi riconoscere e confondere le acque, è pratica sulla cui correttezza e necessità lasciamo a voi ogni tipo di giudizio. Se a loro piace così…

Giochiamo a indovinare. Nonostante il fatto che nelle farmacie veneziane non si trovi più un anti infiammatorio che sia uno, venduti come sono stati ad un’unica persona solo negli ultimi 2 mesi, vi diamo una certezza: Kristian Sartor ci sarà. Come per altro ci sarà Stefani, non fosse altro che per festeggiare la recentissima peternità. Di Rizzo sappiamo tutti (in bocca al lupo!), ma assicuriamo i e LE fan sul fatto che, panchina o tribuna che sia, qualche comparsata la garantirà. Muner e Armani (nonostante gli impegni accademici di quest’ultimo) non potranno essere lasciati fuori, così come Sandrino “Minibruno” Barbato (anche se stiamo ancora attendendo gli esiti della denuncia di stalkeraggio intentata nei suoi confronti da Don King… I tempi della giustizia italiana…). Certi anche Costa Jr e l’ex MVP Stevanato. In cabina di regia, oltre a Pistolato, metronomo di lungo corso, la novità è Pagan, recentemente trasferitosi nei grigi territori. Da qui in poi è porta aperta ai giovanissimi. Borsato non ha mai temuto di regalare palcoscenici importanti agli under meritevoli e, siamo sicuri, non si spaventerà certo quest’anno. Attenzione però: non si stupiscano i nostri lettori se, alla fine, dopo 11 nominativi, all’ultimo posto, magari causa qualche defezione dell’ultimo secondo, il 12° dovesse proprio essere il Caposestiere sul cui stato di forma ci dicono tutti un gran bene…

L’anno scorso, dopo una partenza non certamente brillante, Luigino “Mitraglia” De Faveri, coach di terraferma, sembrava aver trovato la quadratura del cerchio, approdando a una finale che, solo il mercoledì, sembrava essere un miraggio. Voci certe però ci parlano di taglio, anche se non ne conosciamo le motivazioni. Si torna all’antico, a chi questo Sestiere ha saputo portarlo fino alla Coppa. Timone in mano a Andreutto quindi. Affiancato da Giacomo Costa, per confermare la volontà di insistere su una linea verde che, prima o poi, permetterà di raccogliere i frutti. Se poi, per arrivare avanti ci si dovesse ancora affidare a chi di anni ne ha qualcuno in più, ma di talento pure, beh, nessuno starà a sottilizzare….

Peter Vecsey

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