PRESENTIAMO… (Parte II)

CANNAREGIO

Più passano gli anni più qui dentro ci si diverte di più. Dai, siamo sinceri: chi meglio dei cananregioti ha scritto la storia dei Sestieri? Nessuno. Potete provarci fin che volete, ma quello che hanno fatto loro resta insuperabile. Di gran lunga la zona veneziana più “cestistica” di tutte (Misericordia, San Giobbe, Sant’Alvise, Madonna dell’Orto e chi più ne ha ne metta), i verdi hanno sempre voluto sottolineare la sua superiorità. Le stelle sul petto sono 2. E c’è chi se le sogna e continuerà a farlo per molto. Però il senso di incompiuta è sempre stato lì a accompagnare una squadra che sembra stupire solo quando perde. E, non me ne vogliano i fioi della Strada Nuova, ma, specialmente nelle ultime edizioni, di cose stupefacenti se ne sono viste non poche. Vedere veri e propri Dream Team squagliarsi all’interno della Palestra Olivi nelle calde giornate piovose che hanno costretto ai traslochi forzati, ha lasciato tutti a bocca aperta, tifosi e critici, uniti nello stupore. Forse il troppo talento, magari unito a un’organizzazione non sempre impeccabile, a creato più danni che benefici. Ma, racconta SpiderMan, un gran potere comporta grandi responsabilità, e saperle gestire fa parte dell’essere grandi.

Giochiamo a indovinare. Il Caposestiere non mancherà di ritagliarsi un posto nei 12, e ci mancherebbe altro. Senza Tagliapietra e Battistin ci riesce difficile pensare a una squadra con scritto Cannaregio sul petto. Presenti! Pilla è appena arrivato e sicuramente non può essere già bocciato. Confermato! Zago, tornato vincitore da terre montane, sembra finalmente diventato il possibile go to guy del team Verde. Necessario! E da qui in poi si apre il Mare Magnum. Dispiace deludere i nostri lettori, ma notizie certe dalla Pyongyang lagunare non ne sono arrivate. Un amico di un amico ci ha chiamato un giorno dal pronto soccorso per darci l’unica notizia tanto certa quanto amarissima: non ci sarà Giacomo Frison, alle prese con una frattura allo scafoide. Il più sentito “in bocca al Lupo” è d’obbligo. Azzardiamo perciò che potrebbe esserci il fratello più grande, padre allontanatosi dai parquet, ma sempre vicino al cemento estivo. Tomasetti crediamo quasi necessario visto che di altri lunghi (le ultime ci danno un Luka Skansi allattato dai Grizzlies come Mowgli) si son perse le tracce. Voci di corridoio ci danno un giovane (classe ’95?) quasi sicuro del posto e un meno giovane (calsse ’72?) ancora amletico. Ci sarà lo studioso fuori porta? Ci sarà Sansone anche senza le sue forze? Pazienza fino a venerdì!

Ovviamente rivoluzione anche in panchina!!! Le cose lo scorso anno non sono andate benissimo. L’autogestione è cosa bella e democratica, ma forse non adeguatissima ai Sestieri. La barca ha sbandato e non si capiva che dovesse controllarne il timone. Per ovviare a tutto ciò sembra che il Caposestiere abbia deciso per un cavallo di ritorno (cavallo già vincente per altro) e un giovane su cui scommettere. I nostri informatori parlano di allenamenti ancora interlocutori, durante i quali i due condidati alla panchina hanno preferito studiare il materiale a loro disposizione prima di cominciare a plasmarlo. Scelta saggia e corretta. Ma occorre sbrigarsi, perché a Cannaregio, di fare ancora una volta notizia, nessuno ha più voglia. E la carica di Caposestiere è tutto fuorché intaccabile!

Peter Vecsey

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