300 metri d’asfalto, dal Pattinodromo all’Agip, senza più il suo carezzevole sorriso.

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Il blog del TdS, aggiornato nelle sezioni dal campo e foto 2018, non poteva non dedicare un pensiero all’assegnazione della prima edizione del premio Attila… oltre la Grinta!
Abbiamo aspettato qualche giorno per ricordare il nostro Attilio e il toccante momento in cui Christian Andreutto ha ricevuto la targa dalle mani di Claudio e Manuela.
Attilio ci ha lasciati poche settimane prima del Torneo dei Sestieri, del quale era diventato un punto di rifermento per l’organizzazione ricreativa. Su tutto l’impeccabile banchetto di fine torneo, dove portava la sua ultradecennale esperienza acquisita nel settore alberghiero d’alto livello. La festa finale per tutti, pubblico e giocatori. Tutti insieme sul campo del parco delle Quattro Fontane. 

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Attila al tiro al campetto delle Quattro Fontane 

Proprio su quel campetto che più di 50 anni fa ospitava le prime giocate di un tenace giovane tutto coraggio e grinta, e negli ultimi anni ha visto Attila, vestire nuovamente i gradi del capitano, questa volta per dirigere una squadra di vecchie glorie nel disciplinare l’assalto al festoso party. Attilio quel campetto del Quattro Fontane ce l’aveva dentro, per questo ha aderito con entusiasmo al Comitato dedicando molto del suo tempo al Torneo dei Sestieri. Come ha scritto il suo fraterno amico Manuel Costantini  sul numero di LatoForte_2018, la pallacanestro, passione di una vita per entrambi, era diventata solo un pretesto per stare insieme. Per fare aggregazione, si direbbe. Così dal desiderio dei familiari e dei moltissimi amici di ricordarlo degnamente, è nata l’idea di assegnare un premio alla sua memoria. Il premio Attila … oltre la grinta! Un riconoscimento che non necessariamente riguardasse aspetti tecnici del gioco ma sintetizzasse la sua passione per il nostro sport con le sue qualità. Qualità che la cara Manu, meravigliosamente forte, ha elencato prima la premiazione: “Attilio verrà ricordato per la sua energia, per la capacità di aggregazione, per la passione per la pallacanestro, per l’amore per la sua famiglia e per l’amore verso gli amici. Questo è la sua eredità per tutti noi. Tutto ciò, oltre la grinta”. Quella grinta che lo caratterizzava quando giocava, fino a renderlo quasi mito per la generazione di cestisti veneziani dopo la sua.

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Attila e il suo sorriso coinvolgente

Una volta presa l’importante decisione che il premio non avrebbe coinvolto solo i 72 giocatori del TdS2018 ma tutto il movimento che ruota intorno al torneo di pallacanestro più seguito dai veneziani, il Comitato del TdS non ha avuto alcuna incertezza nell’individuare il meritevole vincitore di questa prima edizione in Christian Andreutto. La commozione dimostrata da Chriss e l’emozione provata da tutti coloro che hanno assistito alla consegna della targa, offerta dalla Ragazzi e C di Murano, hanno avvalorato ancor più l’eccellente decisione del Comitato del TdS. Oltre alla grinta, Christian ha tutte quelle caratteristiche elencate da Manuela e, come Attilio, preferisce il vino rosso alla birra.

Premio_Attila2018 (2200 x 1467)Chriss, Manu e Claudione con la targa del premio Attila … oltre la Grinta 2018

 

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TdS2018 in archivio

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Con lo smontaggio di domenica, terminato dieci minuti prima del consueto acquazzone di questo inizio luglio, si è chiuso definitivamente il TdS2018. Sono state 10 lunghe giornate molto intense per l’organizzazione, che mai come quest’anno ha mostrato i segnali di una stanchezza sempre più palese, che per la verità la sta attanagliando da alcune edizioni. Dal 29 giugno all’8 luglio nell’accogliente area del parco delle Quattro Fontane sono state disputate 46 partite, portare a termine le quali, garantendo arbitri, refertisti e assistenza ai giocatori è già di per sé un’impresa notevole. Ma a noi del TdS consentire di giocare solamente a pallacanestro non basta. Ecco che ci impelaghiamo con rinfreschi per stranieri, gare del tiro da tre, concorsi, servizio fisioterapista, giornalini, post su social, dj set, serate a tema, numeri speciali di Dai&Vai, rifreschi per giocatori e pubblico nostrano, ricche premiazioni, toccanti commemorazioni, allarmanti mancamenti e interventi provvidenziali dei sempre più preziosi medici volontari.
Forse è giunto il momento di tirare un po’ il fiato, o tornare alle origini, limitandoci ad organizzare le sole partite di basketball. Anche perché quest’anno, a parte per la bella finale di sabato 7 luglio, la risposta del pubblico, durante la settimana, è stata un po’ fiacca, vuoi per i mondiali di Russia 2018, vuoi per le costanti bizze del tempo, che ci ha deliziato con splendidi tramonti da cartolina ma ha spesso allontanato il pubblico dal Pattinodromo.
Alcuni storici componenti del comitato sono spariti, fortunatamente abbiamo trovato molti nuovi collaboratori, le cui fresche energie hanno garantito la conclusione della manifestazione senza troppi affanni, specie durante i repentini cambi di location, che ci hanno costretti a traslocare nella palestra Olivi con conseguente perdita di pubblico e dei terzi tempi al BarSao. Nonostante ciò, non ci si può lamentare troppo del meteo che ci ha graziato per la tre giorni del VeniceMaster – per il quale non vorremmo mai testare il trasferimento – e per la finalissima di sabato, quando l’acquazzone si è manifestato 5 minuti dopo la premiazione.

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TdS2018 – finalissima

La finale è stata una bella partita, sicuramente avvincente e coinvolgente per i numerosi spettatori che hanno riempito la grande tribuna del Pattinodromo nonostante i timori dell’organizzazione. Cannaregio è tornata alla vittoria dopo dieci lunghi anni di astinenza, con il solo Mattia Battistin reduce dai due successi dello scorso decennio. Nel 2005 in campo con lui in campo c’era Andrea Costantini, oggi il figlio Lorenzo; nel 2008 passava la palla a Federico Frison, oggi al fratellino Giacomo. Allora giocavano anche Pippo Giacometti e Alvise Caburlotto, oggi sono nello staff “dirigenziale” come vice allenatore e caposestiere. SantaCroceSanPolo dal canto suo, pur avendo una squadra da corsa e molto competitiva, non è riuscita a bissare il titolo del 2009, quando a guidarla c’era proprio quel Christian Andreutto, oggi sulla panchina dei verdi di Cannaregio e meritatamente assegnatario della prima edizione del “Premio Attila – oltre la Grinta”.
Le partite del TdS2018 sono senz’altro state caratterizzate dal regolamento rinfrescato che ha avuto il pregio di mischiare le carte senza stravolgere la competizione. Certo è che le due squadre, che hanno maggiormente beneficiato delle nuove regole, sono giunte in finale mentre quella più penalizzata ha chiuso il torneo con tre sconfitte in tre gare, nonostante arrivasse da tre finali consecutive, perse anch’esse.
Presto arriverà l’autunno, durante il quale qualcuno provvederà a stilare un regolamento condiviso e una nuova formula con calendario più snello, perché dieci giorni al Pattinodromo sono troppi per chiunque.
A proposito di Pattinodromo, a breve uscirà il bando per la gestione della struttura comunale per i prossimi anni. Tenendo conto che il TdS fa parte dell’attuale consorzio di gestione pur utilizzando la struttura per i soli dieci giorni del torneo, l’eventuale rinnovo sarà condizione fondamentale per vedere un’altra edizione al Lido. La quindicesima alle Quattro Fontane.

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RINGRAZIAMENTI PARTICOLARI:

Oltre alle ditte che ci sostengono annualmente, che potrete vedere cliccando il banner dedicato qui a lato, un sentito ringraziamento va: alla Croce Bianca del Lido con i suoi volontari; agli arbitri e a Maurizio Trevisan loro coordinatore; ai refertisti e Francesca Meneghetti loro coordinatrice; a Giorgia e a tutto lo staff Bar Sao; a Laura, Daniela e Carlotta per l’accoglienza Venice Master Basketball Tournament 2018, a Luca e Giovanni per le splendide foto di questa edizione, a Piero Ragazzi garanzia e prezioso supporto per le premiazioni speciali; a Il Poltronauta per il prestigioso scritto che ci dedica ogni anno (per chi l’avesse perso, clikki qui), ai dottori Daniele Giada, Massimo Ballarin e … last but not least Mario Ferro.

Cannaregio vince il Torneo dei Sestieri dopo 10 anni

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Cannaregio – SantaCroceSanPolo 71-61

CANNAREGIO: Battistin 5, Rosada 17, Gaiatto, Mazzarolo 18, Contin 3, Ragazzi 7, Toffolo, Costantini, Albano 10, Frison 4, Scarpa 4, Pedron 3.
All.: Andreutto. Vice All.: Giacometti.
SANTA CROCE/SAN POLO: Freguja 6, Costa 4, Michieli, Musco 4, Burigana, Pistolato, De Rossi 8, Muner, Perri-cone 3, Sartor 1, Fontanella 16, Lenti Ceo 18.
All.: Grassetti. Vice all.: Costa.

Arbitri: Thomas Corrò e Matteo Vianello

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UNA NUOVA CASA PER LA COPPA

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Ma quant’è difficile ricordarsi come si fa?

Ci pensavo ieri, mentre guardavo Santa Croce/San Polo e Cannaregio gioire per la finale conquistata, dopo aver battuto gli uni la corazzata Lido e gli altri una tenace versione di Castello che non ha alzato bandiera bianca fino all’ultimo. Erano contenti i ragazzi, sì, ma ho visto in loro una felicità passeggera, volante. Quella di chi ha fatto già qualcosa di grande ma è conscio di non aver ancora conquistato nulla, e sa che per alzare quella coppa bisognerà giocare una finale lunga, lunghissima, una partita a cui non si partecipava da anni.
E chi si ricorda come si fa? Quest’anno mica ci sono il Lido e Dorsoduro: quelle lì sì che sono abituate a certi palcoscenici, a recitare davanti al grande pubblico del sabato sera. Stavolta invece se la giocano i Grigi e i Verdi. I primi, campioni TdS nel 2009 (Uccio Stevanato MVP), non giocano una finale dal 2011, quando furono spazzati via da una Castello a 5 stelle, con i Franceschet e Perricone a far la voce grossa; da quella volta, dopo anni di buio, nelle ultime edizioni è sopraggiunta un po’ di freschezza, una semifinale volante lo scorso anno ma mai, mai una partita di finale.
Cannaregio, da far suo, è a secco da ancora più tempo: gli annali dei Sestieri ricordano come nei primi anni sia stata una delle formazioni dominanti, salvo poi perdersi nel corso del tempo tra ricambi generazionali e qualche scaramuccia interna. Due titoli, nel 2005 e nel 2008 (nota storica: Battistin è l’unico reduce dal primo celebre trofeo), e poi mai più a giocarsi la coppa in finale, tanto che qualcuno pensava non si sarebbero visti mai più.
Lo so, magari vi aspettavate qualcun altro stasera, qualcuno che abbia sempre lo smoking pronto e una frase ad effetto per invitare la ragazza più bella della classe al gran ballo finale. E invece vi trovate due giovanotti un po’ smandrappati, che magari non vorreste chiedessero di uscire a vostra figlia, con la camicia fuori dai pantaloni e i capelli mal pettinati. Tant’è però che la Bella ha scelto proprio loro due per farsi accompagnare, e allora il menù propone questa finale inedita, agguerrita e dalla forte identità sestierina: perché dopo tanti anni di dominio lidense (non ce lo siamo mai detti, ma l’isola che ci ospita ha davvero fatto la storia di questo torneo) c’è una certezza, già messa nero su bianco da un nostro affezionato tifoso ieri sera, sulla pagina Facebook del TdS: la Coppa tornerà in città, in quel centro storico che l’ha vista ospite per la prima volta, l’ha vista arenata di fronte a San Servolo nel 2009 sulla barca di Tony Viola, l’ha custodita quando i Castellani la rubarono nel 2010 ed infine è pronto a riabbracciarla.
Insomma, dopo tanti anni anche i gusti cambiano, e abbiamo fiducia nel fatto che i vostri palati siano pronti a cambiare idea, scoprendo che i 24 leoni in campo stasera non hanno nulla da invidiare a quelli che vi hanno fatto esaltare nelle edizioni precedenti. Certo, forse non si ricordano nemmeno loro come si fa, ad un ballo di gala, ma siamo certi che se ad essere in gioco è un bacio dalla più bella della scuola, si daranno da fare per garantire 40 minuti di ottima pallacanestro.
Volevate sapere qualcosa di tecnico? Chi sarà la favorita?
No dai, oggi no. Tanto li conoscete tutti, vecchi e giovani, e non sarò io a dirvi chi vincerà, anche perché ogni pronostico sarebbe vano, tanto imprevedibili si sono dimostrate le due squadre fino ad oggi, capaci di deludere e di risorgere dalle pesanti cadute dei gironi, fino a due semifinali vinte con il cuore e l’energia di chi, quel titolo, vuole vincerlo come nessun altro. Accomodatevi, anzi assicuratevi un posto in tribuna, ché alla finale mica si trova così facilmente, tifate per il doppio sestiere o per i cannaregiotti secondo passione, come vuole questa manifestazione.
E poi state con noi, perché il sabato – comunque vada – si tira tardi, ci sono i premi individuali e il buffet offerto dal Bar Trento. Poi bisogna finire le drink card e svuotare i frighi dalle birre avanzate, ballare al BarSao e cantare a squarciagola ‘Amore disperato’ di Nada in piena notte.
Insomma, è il Gran Finale del TdS, noi ce lo sogniamo da luglio scorso….e anca par sto anno XE FINÌA!

 

The Leprechaun

COSÌ IERI…

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CASTEO 51 – 42 SAN MARCO/MURANO

Diciamo la verità: la stra grande maggioranza del pubblico questa partita l’ha guardata di striscio, preoccupata com’era dai nuvoloni che incombevano sul pattinodromo, e che poco dopo avrebbero sancito il secondo passaggio alla Olivi nel giro di tre giorni. E dire che in realtà è stato un match acceso, che fino ai minuti finali non ha avuto un vero e proprio padrone grazie alla solita tenacia dell’Impero del Male.
Non si può davvero recriminare nulla ai Muranesi, che hanno dato tutto ciò che avevano e, a onor del merito, sono stati anche piuttosto sfortunati in diverse occasioni in cui potevano riacciuffare la gara. Casteo però, dall’altra parte, ha giocato la partita che ci si aspettava da loro: tignosi, a ritmi bassi e concreti, guidati dall’esperienza di Zavagno e Donadon ma anche – finalmente – aiutati dall’energia delle giovani leve, che non si sono fatte pregare e, soprattutto in difesa, hanno fornito linfa fresca.
Si comunica fin d’ora che il Comitato ha stabilito, dall’anno prossimo, l’apposizione di una webcam accanto alla sedia del caposestiere Omar (recordman di giornata nelle eliminatorie della gara da 3), per trarne un cortometraggio di valore comico assoluto. Intanto, i complimenti vanno ai suoi ragazzi per essersi battuti come leoni, e a Casteo che si presenta alle semifinali come underdog da non sottovalutare, anche se colpita da qualche acciacco di troppo.
No, Cannaregio non può pensare di rilassarsi.

TABELLINI
CASTEO: Seggi 5, Calzolari 3, Donadon 11, Nardo 4, Dei Rossi 6, Antonello 3, Venturini 1, Camin, Marella, Vianello G. 4, Vianello N. 5, Zavagno 9.
All. Dei Rossi. V. All. Scarpa.
SAN MARCO/MURANO: Bettoni 6, Marella, Cavalli, Capitanio, Tagliapietra 8, Tosi 2, Boscolo A. 1, Boscolo F. 10, Pasin 11, Folin, Seno 4.
All. Torcellan.

 

SANTA CROCE/SAN POLO 70 – 47 DORSODURO

Tre minuti di passione, sudori freddi e poi un provvidenziale timeout: è iniziato così il secondo tempo dello spareggio tra i Grigi e i Canarini, dopo che nella prima metà la sinfonia era stata suonata esclusivamente dai primi, apparsi finalmente in palla. Il passaggio al chiuso, dopo la pessima esperienza dei gironi, ha indubbiamente messo alla prova Grassetti e soci, che hanno subìto un rientro rabbioso delle determinate truppe dorsodurine, arginato solo da un paio di canestri di talento, dopo essersi guardati nelle palle degli occhi e aver deciso che non ci sarebbe stata un’altra serata amara in quel della Olivi.
Dorsoduro ha provato tutte le carte a disposizione: difesa a uomo, a zona e cambi repentini dalla panchina per garantire energia. Stavolta però non è andata, pur avendo sicuramente fatto spaventare Santa Croce/San Polo, che si era rilassata dopo un primo tempo veramente di ottima esecuzione. I ragazzi di capitan Sartor ora hanno l’arduo compito di provare a impensierire il Lido, unica formazione imbattuta nel torneo e apparsa sempre quadrata sia in attacco sia in difesa.
Naturalmente, se SX/SP dovesse essere quella vista al Pattinodromo (e se il tempo desse una mano al TdS!), saremmo pronti a gustarci una gran bella semifinale. Ma se invece si riaffacciassero quei tre minuti…

TABELLINI
SANTA CROCE/SAN POLO: Freguja 4, Costa 8, Michieli, Musco 5, Pistolato, De Rossi 7, Muner, Perricone 8, Sartor 1, Fontanella 14, Lenti Ceo 23.
All. Grassetti. V. all. Costa.
DORSODURO: Righetti 10, Valentini, Farnea 1, Marzollo, Conz 9, Zamattio 1, Zanetti 8, Panaccione 9, Indri 2, Vavasori 2, Carrettin 5.
All. Zorzi.

COSÌ IERI…

pioggia

LIDO 55 – 42 DORSODURO

Eccola lì, la maledetta pioggia. Eccola lì a togliere a ventiquattro ragazzi il piacere di giocarsela fino in fondo, lasciando il match in sospeso e il punteggio schiavo del regolamento, che impedisce di proseguire un match dei gironi se sospeso nella seconda metà.
A dire il vero la strada sembrava segnata: Dorsoduro per la seconda volta in due giorni aveva dimostrato di potersela giocare con tutti, buttando il cuore oltre l’ostacolo e non risparmiandosi, ma il Lido era apparso ancor più compatto di quanto visto domenica dando l’impressione di essere l’unica forza assoluta del torneo, mettendo anche stavolta la freccia già nel primo quarto, senza girarsi indietro.
Peccato per quelle quattro gocce, non solo perché il BarSao non si può trasferire alla Olivi, ma anche perché i Canarini potevano provare un ultimo arrembaggio, magari sfruttando lo stesso appannamento che il Lido ha subìto nella gara di apertura contro Castello; sicuramente però gli orgogliosi dorsodurini non lasciano dormire sonni tranquilli a Santa Croce/San Polo, perché hanno energia da vendere e in uno spareggio tutto è possibile.
Al Lido invece, per ora, solo applausi.

TABELLINI
LIDO: Masutti 2, Rosada 16, Cosma 7, Stefani 5, Capitanio, Seno F. 2, Seno G. 5, Pellegrinotti 6, Serena, Costantini, Saoner 5, Ragazzi 7.
All.: Giulietti.
DORSODURO: Righetti 5, Salmaso, Valentini, Farnea 5, Marzollo, Conz 2, Zamattio 2, Zanetti 6, Panaccione 14, Indri, Vavasori 6, Carrettin 2.

 

SANTA CROCE/SAN POLO 59 – 65 SAN MARCO/MURANO

Alla faccia di chi ci diceva che questa edizione non sarebbe stata equilibrata, ecco che San Marco/Murano fa lo scherzo a una Santa Croce/San Polo veramente brutta, inceppata in attacco e vittima dell’aggressività dei muranesi.
Il tutto si è svolto nel forno della palestra Olivi, storicamente amico ai grigi, ma fin dall’inizio si è capito che la musica stavolta sarebbe stata diversa. Un match lungo, lunghissimo, interrotto continuamente dai mille fischi di una coppia arbitrale particolarmente fiscale da ambo le parti, fino a che la differenza di intensità e voglia di affermarsi tra le due compagini è emersa: a cavallo della metà San Marco/Murano ha segnato il passo, colpendo soprattutto con il tiro da fuori e, soprattutto, impedendo agli avversari di rifornire le torri sotto canestro.
Dopo le prestazioni delle prime due partite, va detto, ci si aspettava un finale diverso: San Marco/Murano, dopo aver perso nettamente contro una rivendicativa Cannaregio, ha mostrato la sua faccia migliore, con orgoglio e grinta pari a pochi, avendo la meglio su SX/SP che, al contrario di quanto avvenuto nella gara di apertura, si è sciolta nell’arco dei 48 minuti.
Al netto della differenza punti restano avanti i Grigi, che incontreranno Dorsoduro agli spareggi; da loro ci si aspetta una forte reazione, perché questa versione non impensierisce nessuno. Per quanto riguarda Murano, invece, non vorremmo davvero essere nei panni dei castellani che avranno a che fare con loro. Quanto visto nella caldissima Olivi potrebbe essere solo l’inizio…

TABELLINI
SANTA CROCE/SAN POLO: Freguja, Costa 7, Musco 7, Burigana 4, Pistolato, De Rossi 2, Muner, Perricone 11, Sartor 2, Fontanella 13, Lenti Ceo 10.
All.: Grassetti. Vice all.: Costa.
SAN MARCO/MURANO: Bettoni 6, Marella 2, Cavalli 1, Tagliapietra 8, Tosi 6, Boscolo A. 10, Zane 9, Boscolo F. 9, Pasin 4, Folin 6, Seno 4.
All.: Torcellan.

 

Così Ieri…

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CANNAREGIO – SAN MARCO/MURANO 65 – 42

CANNAREGIO: Battistin 7, Rosada 19, Gaiatto, Mazzarolo 4, Contin, Ragazzi 2, Toffolo, Costantini 7, Albano, Frison 13, Scarpa 13.

All: C. Andreutto

SAN MARCO/MURANO: Bettoni, Marella 2, Cavalli, Capitanio, Tagliapietra 5, Tosi, Boscolo A. 6, Zane 4, Boscolo F. 13, Pasin 7, Folin, Seno 5.

All: L. Torcellan

Arbitri: Taric, Trevisan

CASTELLO – DORSODURO 68 – 60

CASTELLO: Seggi 2, Calzolari 7, Donadon 25, Nardo 4, Marella 8, Venturini 2, Antonello 1, Camin, Dei Rossi 9, Zavagno 10.

All: R. Dei Rossi

DORSODURO: Righetti 2, Valentini, Panaccione 23, Conz 11, Marzollo 2, Salmaso, Farnea 8, Vavasori 4, Indri, Zanetti 5, Carrettin 5, Zamattio.

All: NESSUNO

Arbitri: Causin, Trevisan